Un volano al giorno… 踢毽子

Tī jianzi  – 踢毽子: letteralmente 踢 (, calciare), 毽子 (jiànzi, volàno).

Sport nazionale cinese diffuso nei paesi anglofoni con il termine shuttlecock, in Italia viene tradotto con la parola volano.

Per prima cosa, occorre specificare che non si tratta affatto di quel gioco simile al tennis, conosciuto come badminton. Le gare ufficiali di quello sport si svolgono su un campo rettangolare, con una rete al centro e due o quattro giocatori per parte che, con una racchetta tra le mani, fanno volare una pallina di plastica dalla forma di piccolo cestino, cercando di farla cadere nel campo avversario.

Tī jianzi  è un’antica forma di attività fisica, dove il corpo intero viene utilizzato come racchetta per colpire il jianzi e tenerlo vivo nell’aria senza permettergli di sfiorare il terrreno.

Quel di cui vorrei parlare, non è lo sport vero e proprio, quello da competizione per intenderci, di cui esistono campionati regolati da norme, con punteggi, vincitori e trofei.

Vorrei raccontare di quel tī jiànzi  svincolato da regole e competizione, in cui ci si può imbattere (soprattutto nel nord della Cina) camminando in aree libere.

Il jianzi è formato alla base da una serie di dischetti metallici sottili e variopinti, ai quali sono fissati alcuni piumini colorati che si ergono in verticale a completare l’oggetto principale del gioco.

Ci si mette in cerchio.

Scopo del gioco è non far mai cadere il jianzi a terra. Principalmente si tratta di calci da sferrare al volo, cercando di indirizzare il piumino verso gli altri partecipanti. Una specie di antenato del calcio.

Sono ammesse anche altre parti del corpo. Spalle, schiena, testa, ginocchia, ogni movimento che impedisce la caduta è bene accetto. Unica eccezione le mani.

Più che uno sport, a vederlo da fuori, sembra una danza.

Al mattino presto e alla sera, le strade, le piazze e gli spazi aperti si riempiono di persone, di età variegate, che con movimenti plastici fanno di tutto per tener in volo quell’oggetto rumoroso e colorato.

Ad ogni colpo, i dischetti di metallo schioccano tra loro creando una tintitnnio intermittente e vivace.

Colpi di tacco, pettorali gonfi e spalle alzate animano le coreografie improvvisate che si generano nel semplice inseguire quattro piume colorate che volano tra una persona e l’altra.

Lo spettacolo è gratuito, curioso e gradevole.

Per non dire di quanto faccia bene al fisico. Chi, temerario occidentale, ha voluto mettersi alla prova, si è reso presto conto di quanto quei movimenti, a prima vista semplici e poco impegnativi, sono in realtà dei veri e propri allenamenti da sportivi. Si suda. Ci si sposta. Si è costantemente sull’attenti. E si ride.

Le pose che i giocatori si inventano per non far la figura da asino che fa cadere il jianzi sono davvero inimmaginabili.

Serve coordinazione, tempismo e sincronia.

Un modo semplice, economico e salutare per iniziare e concludere le giornate. Per chi non è amante di taijiquan, wushu e arti marziali, è un’ottima alternativa per saggiare una sana e buona abitudine tutta locale.

荣晶玲

Immagine: Una gara di jianzi a squadre nella provincia di Heilongjiang; per ogni dieci colpi consecutivi si vince una medaglia. Fonte: qua, modificata.