Il primo drone cinese per il trasporto di merci

Il 27 marzo scorso l’agenzia di stampa Xinhua ha pubblicato la notizia del primo rilascio di una licenza per le sperimentazioni di un drone da trasporto commerciale. La licenza è stata rilasciata ad una sussidiaria della SF Express, il secondo servizio di consegne in Cina dopo China Post, da parte dell’Ufficio per l’Aviazione civile della East China. La compagnia è stata autorizzata a sviluppare un nuovo tipo di servizio di trasporto merci, e proietta la Cina in un settore ancora sostanzialmente inesplorato a livello globale. Si tratta di un passaggio di importanza strategica sul piano tecnologico ma anche commerciale.

Anche altre aziende in tempi recenti hanno mostrato di interessarsi a quest’ambito, ma mentre nel caso per esempio  di Amazon o di DHL i vettori da trasporto ipotizzati saranno verosimilmente dei quadricotteri, il drone cinese è un aeromobile di provata esperienza, il PAC P-750, un monomotore di oltre 11 metri di lunghezza e peso di 1633 kg. È la prima volta al mondo che si tenta di utilizzare un aeromobile di queste proporzioni. Una volta ottenuta la licenza, sarà possibile effettuare i numerosi test necessari per verificare le funzioni sia dell’aereo che del sistema specifico del trasporto e consegna di pacchi e materiale commerciale. Si tratta di un settore ad alta tecnologia e innovazione, e ma in questo caso la difficoltà consiste nel coniugare un tipo di servizio che esiste dall’antichità con tecniche e esigenze moderne.

L’idea di un piano di nuovi tipi di aeromobili per il trasporto di merci era stata esposta dalla SF Express già nel 2012: l’obiettivo di lungo termine è raggiungere un tempo massimo di consegna di 36 ore all’interno della Cina, un limite molto restrittivo vista l’estensione territoriale del Paese. Il drone dovrebbe servire soprattutto per raccordare le tratte maggiori a quelle terminali del tragitto dei pacchi, pur senza in prospettiva limitarsi a quella porzione di viaggio. Almeno in una prima fase il velivolo dovrebbe essere utilizzato per le consegne tra i depositi di SF Express, e non direttamente al pubblico.

L’area di test era stata già individuata nel giugno 2017 dopo l’autorizzazione dell’ente per l’aviazione civile: si trova nel Distretto di Nankang, nei pressi della città di Ganzhou nello Jiangxi; in questo periodo vi sono stati condotti dei test preliminari. Il responsabile di SF Express, Tian Min, ha confermato che la sua azienda sta implementando ed estendendo la copertura della rete di droni prevista per il servizio, ma per il momento si concentrerà sulle zone poco popolate e agricole a ridosso delle montagne e dei fiumi.

Il vicedirettore dell’ente per l’aeronautica civile, Wang Zhiqing, esprime l’auspicio che l’aspetto commerciale possa coniugarsi con quello sociale, nel rispetto della sicurezza e della legalità. In effetti la copertura del servizio nelle aree disagiate del Paese, oltre a essere giustificata dalle opportunità commerciali, aderisce al più ampio piano del governo di sostegno alle zone povere. Nel frattempo, l’esperienza accumulata su regioni meno complesse dal punto di vista della sicurezza dovrebbe servire da base per una sempre migliore aderenza ai parametri imposti dall’ente per la navigazione aerea civile. A quel punto, confema Tian Min, le operazioni potrebbero essere estese all’intero Jiangxi e in prospettiva all’intera Cina.

L’aereo scelto per i voli di prova, l’AT200, è un turboelica con apertura alare di 12,8 metri, un peso massimo al decollo di 3,4 tonnellate, carico utile fino a 1,5 tonnellate, spazio in stiva di 10 metri cubi, velocità di crociera 313 km/h, autonomia fino a 8 ore, quota di tangenza pratica di 6098 metri. Una delle caratteristiche principali è la capacità di decollare e atterrare su piste lunghe anche meno di 200 metri (STOL) e non necessariamente asfaltate anche a pieno carico, consentendone quindi l’utilizzo anche in aeroporti secondari e siti in luoghi remoti o nelle piccole isole. La parte tecnica e ingegneristica del progetto è curata dalla Star Uas, un’azienda fondata nel novembre 2015 e specializzata nello sviluppo, produzione e vendita di droni professionali. Al progetto comunque hanno partecipato una serie di istituti scientifici, tra i quali l’Istituto di Termofisica dell’Accademia cinese delle scienze.

Aviazione cinese

Il primo volo di prova pubblico è stato effettuato il 26 ottobre scorso presso il piccolo aeroporto di Pucheng, nello Shaanxi, ed è durato 26 minuti, raggiungendo gli obiettivi tecnici e di navigazione previsti. Il velivolo è dotato di sistemi di controllo della navigazione e dei comandi, permettendo una completa autonomia rispetto alla presenza fisica dei piloti, e consentendo a chi lo manovra in remoto di effettuare operazioni in modo più molto semplice, riducendo il carico di lavoro effettivo e i costi.

Per quanto riguarda il lato commerciale, è stato firmato un contratto a quattro che prevede la Beijing Automotives come fornitore dei prototipi, SF Express come acquirente, mentre l’Istituto di ricerca di ingegneria termofisica e una sezione della Ligeance Mineral Resources si occuperanno della progettazione. Naturalmente le fasi di sviluppo ancora da affrontare sono molte, e anche nel caso di avanzamento senza ostacoli servirà ancora almeno un anno per fare i test di consegna di piccole quantità di merce. Nel frattempo sarà investigata la possibilità di effettuare lanci di merce nei casi di impossibilità di atterraggio: la precisione richiesta è di 5 metri.

Il settore è ambito anche da altre aziende, prima fra tutte la Jingdong (jd.com), specializzata nel commercio elettronico, e che è già prossima a lanciarsi in iniziative analoghe a quella della SF Express. La Jingdong ha già preparato le strutture operative e di controllo, e peraltro ha in programma la produzione di un milione di droni in collaborazione con NVIDIA nei prossimi 5 anni. Un’altra azienda di logistica, la Cainiao, sta testando degli sciami di droni cooperativi, e non è la sola.

Una delle ragioni di tanto interesse da parte delle aziende del settore è dovuto alla saturazione e aumento di vincoli del segmento di mercato nei trasporti e nelle consegne via terra. La velocità è un fattore decisivo per le consegne, e sfruttare la via aerea in modo avanzato potrebbe portare ad un deciso innalzamento della qualità ed efficacia degli attuali servizi. Nonostante il miglioramento di molti aspetti della logistica, il tratto finale, detto anche “ultimo miglio”, è quello più critico, e quello sul quale infatti si concentrano molti dei tentativi di impiegare droni.

Restano però ancora diversi punti critici: la sicurezza non è ancora ai livelli ottimali, e ciò provoca timore e diffidenza nel pubblico; la continuità del servizio: i droni sono per lo più di piccola taglia e pertanto risentono maggiormente delle condizioni meteorologiche, e anche fenomeni contenuti ne possono impedire il decollo e la navigazione, o renderne pericoloso l’uso. Un altro ambito di incertezza quello normativo: i droni sono una tecnologia ancora alle prime fasi di sviluppo, il loro inquadramento normativo è lacunoso e spesso poco coerente.

Immagini: l’AT 200 pronto a decollare e la sala di controllo. Fonte: qua, modificata.