Il sogno cinese – 中国梦

«Realizzare il rinnovamento della nazione è il più grande sogno della Cina nei tempi moderni» dichiarava il presidente cinese Xi Jinping nel 2012, quando il suo titolo era di Segretario Generale del PCC.

Il rinnovamento e la lotta alla corruzione si sono mostrati come i cavalli di battaglia sin dall’inizio dell’azione politica del nuovo presidente. L’ascesa della Cina non viene presentata semplicemente come il percorso di una nazione in via di sviluppo, ma come il ritorno alla gloria di un paese che per secoli ha dominato il continente asiatico e che stava superando le difficoltà iniziate con la colonizzazione occidentale a fine ‘800.

Zhōngguó mèng (中国梦)  è l’espressione in caratteri traducibile con sogno cinese.

I discorsidi Xi Jinping su questo tema  compaiono regolarmente in editoriali del Quotidiano del Popolo (Renmin Ribao, 人民日报) e riempiono di articoli e notizie le pubblicazioni dell’agenzia di stampa statale Xinhua (新华通讯社).

Il presidente vuole mostrarsi al mondo e soprattutto ai suoi connazionali come un leader carismatico, che affronta con risolutezza le grandi sfide della Cina per mantenere una crescita stabile, costruire una società prospera e aspirare ad un ruolo rilevante nella politica internazionale.

Se, a detta di molti, il sogno cinese è solo uno slogan propagandistico, per altri è un processo mentale che andrebbe condiviso da tutti gli abitanti della Repubblica Popolare.

Ampliamento del mercato interno cinese, ridistribuzione delle ricchezze e maggiore mobilità sociale sono i fondamenti per la realizzazione del sogno cinese: questa è l’idea che Xi Jinping vuole dare al mondo.

Per realizzare un programma di quel genere serve sconvolgere il sistema cinese con sostanziali riforme economiche e cambiamenti politici.

I critici si domandano se il Partito Comunista Cinese sia veramente disposto a mettersi in gioco fino a questo punto.

Diversi osservatori, in Cina e all’estero, sono scettici di fronte a questa possibilità e più inclini a pensare che tutto questo parlare di rinnovamento sia più che altro una mossa di facciata della propaganda di stato.

D’altra parte, è vero anche che il cosiddetto sogno americano che ha conquistato milioni di persone negli anni ’50 e ’60 si basava su uno spirito non dissimile. L’idea di sogno americano che ha raggiunto ogni angolo del mondo non era esclusivamente un fenomeno culturale, ma aveva assunto pure una connotazione politica. Ed è forse per questo motivo che Xi Jinping, Presidente di una Cina che punta sempre più ad accrescere il proprio prestigio, ha parlato di sogno cinese  fin dall’alba del suo insediamento.

Si sta lavorando per migliorare l’appeal del paese e per spazzare certi orrori del passato (quali i fatti di piazza Tian’anmen).

L’obiettivo è quello di riconquistare un ruolo rispettabile nella comunità internazionale e quello di rafforzare l’amore per la patria e la fiducia nel proprio territorio.

Di seguito le strategie principali messe in atto fino ad ora:

  • finanziare progetti artistici e cinematografici per la diffusione della cultura cinese
  • promuovere gli scambi culturali (con particolare interesse nei confronti di paesi sottosviluppati)
  • mettere a disposizione sussidi economici per studiare in Cina
  • aprire sedi dell’Istituto Confucio, centro culturale dedicato alla diffusione della lingua e della cultura cinese
  • sponsorizzare siti web cinesi

Di pari passo, si sta cercando di aumentare anche l’impegno per realizzare le promesse riguardanti  questioni delicate come l’ambiente, la democratizzazione e il rispetto dei diritti umani, che giocano un ruolo importante nella scena mondiale.

Oltre a firmare trattati e convenzioni, la Cina deve dimostrare il proprio impegno concretamente, incentivando la partecipazione popolare alla politica, estendendo il ricorso a istituti come le consultazioni e le assemblee popolari locali.

Inoltre, il governo sta investendo parecchio per consolidare la sua legittimazione, con la nuova risorsa della persuasione, che è andata a sostituire negli anni lo strumento coercitivo.

Rinforzare la fiducia da parte dei cittadini attraverso il massiccio uso di slogan e immagini positive è il nuovo traino verso la realizzazione del sogno cinese.

Tirando le somme, la classe dirigente cinese sembra voler tranquillizzare sia i cittadini cinesi che il mondo esterno sulla minore presenza dell’ideologia nelle scelte del paese, coniando parole d’ordine meno aggressive o addirittura rassicuranti.

Lo slogan delle Olimpiadi di Pechino 2008 (One world, one dream) ne è stato un esempio lampante.

Pare scomparsa la connotazione ideologica, ma bisogna fare attenzione alla retorica, che spesso nasconde elegantemente la verità.

荣 晶 玲

Immagine: una pubblicità del “sogno cinese” piena di richiami all’iconografia tradizionale. Fonte: qua, modificata