Caro maestro – 亲爱的老师

Con l’avvicinarsi della riapertura delle scuole, il pensiero va a zaini, libri e compagni.

A dirigere quell’orchestra dove si svolge ogni mattina uno spettacolo di didattica, interrogazioni e verifiche c’è una figura cardine.

Docente, professore, insegnante: ci sono tanti termini, più o meno intercambiabili, che fanno riferimento a chi conduce gli alunni lungo i loro percorsi.

Una parola tra tutte merita una particolare menzione: maestro.

In italiano la principale definizione da dizionario del lemma maestro è la seguente: “persona con abilità eccellenti in uno o in più campi di attività al punto da poter costituire un modello per altri.”

“Colpo da maestro“, “maestro di musica”, “il maestro di cerimonie” esprimono la necessità di capacità specifiche per poter svolgere al meglio un ruolo.

In seconda battuta si fa riferimento a chi conosce a fondo una materia, a chi viene affidata l’istruzione dei bambini e ad una personalità rappresentativa. Da ultimo esiste anche un uso retorico/letterario sinonimo di capo, guida.

In cinese il termine corrispondente è lǎoshī (老师), composto da due parti:

  • 老 – lǎo: vecchio (d’età), obsoleto, originale
  • – shī: insegnante, tutor, modello/esempio, esperto

Oltre ad esso, esistono altre parole che esprimono il medesimo concetto con sfumature specifiche:

  • jiàoshī – 教师 – insegnante
  • jiàoshòu – 教授 – docente universitario
  • dǎoshī – 导师 – tutor/assistente

Ciò che accomuna queste parole e le differenzia da 老师 è principalmente il fatto che esse indicano un mestiere, lo svolgimento di un compito legato alla pedagogia e alla didattica.

Mentre lǎoshī (老师) è utilizzato sì per descrivere i contenuti di una mansione lavorativa, ma anche (e soprattutto) come appellativo, senza limitarsi all’ambito scolastico.

In aula gli studenti sono soliti salutare l’insegnante e richiamare la sua attenzione utilizzando il termine 老师, ma anche altre figure che gravitano nell’ambiente scolastico vengono menzionate con lo stesso appellativo. Ad esempio il personale di segreteria, gli assistenti amministrativi e persino lo staff addetto a portineria e pulizie. Per questo è difficile fare una netta distinzione di quando sia adeguato scegliere questo termine e quando no.

Tendenzialmente indica rispetto e garbo senza entrare troppo nel distinguo della mansione svolta dai diversi individui tra le mura dell’istituzione scolastica.

Allo stesso modo può capitare di sentire quella parola anche per la strada, nei negozi e all’interno di uffici senza che ci sia il coinvolgimento di professori e studenti.

Di norma è sufficiente un’età anagrafica superiore e la volontà di esprimere ossequio e riverenza per scegliere lǎoshī come appellativo. Soprattutto quando si è in posizione di scarsa confidenza e risulta quindi conveniente un filo di formalismo in più del dovuto almeno per cautela.

Sia per l’ambito scolastico che per il resto dei casi, l’accezione di significato preponderante sembra essere quella dell’uso del termine come aggettivo nella lingua italiana: ovvero maestro/a come guida, conduttore.

Un qualcuno che può, a seconda delle varie circostanze, illuminare la via e indicare come procedere.

Un qualcuno a cui affidarsi in caso di indecisione.

Un qualcuno a cui chiedere nelle situazioni di difficoltà.

La strada maestra è quella che può condurre dritti all’obiettivo, qualunque esso sia.

Immagine: la professoressa Wu Min guida alcuni alunni della scuola elementare di Panlong per un corso di calligrafia digitale. Fonte: qua, modificata.