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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Un vino italiano visto da un cinese

Uno dei più importanti fattori di traino dei prodotti occidentali in Cina è l’immagine del paese produttore: l’Italia può contare su una percezione del tutto favorevole, e può sfruttare a suo vantaggio questo credito. A molti cinesi piace infatti figurarsi l’Italia come un paese affascinante ed elegante, capace di creare bellezza e alta qualità in ogni campo.

Un settore in cui può essere valorizzata la ottima reputazione di cui gode l’Italia è quello del vino. Le importazioni in Cina infatti, nonostante una costante crescita, vedono l’Italia in una posizione minoritaria rispetto alla capolista che è la Francia; allo stesso tempo la produzione cinese si affina e tende ad allinearsi a standard occidentali.

In questi giorni un articolo apparso nella sezione “Style” di Sina ha presentato un prestigioso vino italiano. Come succede spesso in questo genere di panoramiche, la prosa è a volte enfatica, e accosta elementi che noi considereremmo del tutto distanti tra di loro.

(estratto ed adattamento dalla traduzione dell’articolo originale, a sua volta tratto da un non meglio precisato “头等客”)

“Un magico vino italiano”

Nel panorama del vino occidentale, la Francia rappresenta una barriera corallina, splendida e varia, che incanta chi la ammira. Non bisogna dimenticare però che oltre la scogliera si trova il mare profondo e l’oceano sconfinato, che rappresentano un tesoro inesauribile per gli appassionati di vino.

Buona parte di questo tesoro è in mano alla Francia, tuttavia ci sono molte realtà ancora più pregiate che sono sconosciute ai consumatori cinesi. Una di queste è l’Italia. Grazie alla particolarità della sua geografia, della posizione tra i mari, e dei suoi microclimi l’Italia possiede un panorama vinicolo così ricco da far impallidire persino i francesi.

Spesso la gente mi chiede quali siano le particolarità del vino italiano, e le differenze con quello francese. La domanda sembra semplice, ma la risposta non lo è affatto. Se non si può liquidare in una parola il vino francese, a maggior ragione non lo si può fare con la complessa Italia. Riflettiamo infatti sugli italiani: essi hanno saputo creare le arti più eccellenti del mondo, i prodotti più lussuosi e le macchine più perfette; gli italiani sono il popolo, semplice ma estroso, che ha avuto Michelangelo, Enzo Ferrari e Roberto Cavalli: quale spirito infonderanno nel loro vino?

Il vino italiano che mi piace è come un completo di Dolce&Gabbana, che ha carattere, eleganza, e soprattutto unicità. L’Amarone ne è un esempio chiave. Questo forte vino rosso viene prodotto in Italia, nel Veneto.

[segue una attenta spiegazione del metodo di produzione e la presentazione di Fernando, un viticultore della Valpolicella che regala all’autore una bottiglia del suo vino]

Quello che so dell’Italia è che gli italiani sono calorosi ed estrosi, e hanno passione per la casa e dolcezza; e queste caratteristiche io le ritrovo spesso anche nel loro vino.

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