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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Sposarsi in Cina dopo 400 anni

Sposarsi in Cina

Sebbene la Cina proceda costantemente a riformare il suo sistema legale, può succedere che in alcuni luoghi remoti esistano ancora vecchi editti mai abrogati. Uno di questi è stato in vigore fino a poche settimane fa in alcuni villaggi vicino a Quanzhou, nel Fujian.

Lo scorso 30 novembre infatti otto villaggi del comune di Anhai hanno cancellato di comune accordo una regola vecchia di oltre 400 anni, che vietava i matrimoni tra le persone residenti nei diversi villaggi. Un articolo pubblicato sul giornale di Quanzhou racconta di come, per la prima volta dopo secoli, un ragazzo di uno di quei villaggi ha potuto passeggiare in pubblico con la sua fidanzata, originaria di uno degli altri villaggi, senza suscitare sguardi di condanna. Segue un estratto dell’articolo.

Una giovane coppia di innamorati passeggia mano nella mano, lui è del villaggio di Wushan, lei del villaggio di Xiyu. Non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che fino a poco tempo questa coppia sarebbe stata considerata fuorilegge. Infatti solo lo scorso 11 novembre è stata abrogata un’antica ordinanza che vietava le relazioni sentimentali e i matrimoni tra le persone residenti in otto diversi paesi vicini appartenenti al distretto di Anhai.

In realtà la coppia di giovani era già fidanzata, ma per potersi incontrare i due dovevano mantenere il segreto sulla propria relazione persino ai genitori. Decisi a sposarsi, avevano deciso di farsi coraggio e parlare alle proprie famiglie, ma avevano ricevuto una ferma opposizione da entrambe le parti. La famiglia del ragazzo, pur stimando la sua fidanzata, era contraria al matrimonio proprio a causa della vecchia regola, che a loro dire avrebbe sicuramente provocato disagi e pettegolezzi.

Il presidente dell’associazione degli anziani di Wushan, Su Tianzuo, racconta che questa regola in passato vietava non solo i matrimoni ma anche ogni tipo di rapporto sociale, ed era stata creata a causa di un qualche constrasto che avevano avuto quattro secoli fa gli abitanti dei vari paesi confinanti. Negli anni ’60 del secolo scorso, per permettere uno sviluppo economico più equilibrato, era stata abrogata la parte relativa al divieto di avere relazioni sociali, ma il divieto di matrimonio era stato conservato.

Con l’inizio delle riforme economiche la nuova mentalità aveva permesso ad alcuni giovani coppie di formarsi e sfidare la regola, ma la forte disapprvazione dei vicini e dei familiari aveva fatto desistere molti di loro. In quel periodo alcuni villaggi avevano già iniziato a allentare il controllo sociale sulla questione, ma non ancora in modo ufficiale.

Lo stesso giornale di Quanzhou aveva già raccontato nel 2012 di un’altra coppia di due villaggi vicini che stava subendo forti opposizioni. Il signor Su Tianzuo, una volta letta la notizia, si era reso conto che la regola, oltre a creare situazioni di contrasti nelle famiglie, era irragionevole e superata, e si convinse che bisognava abolirla al più presto. Su Taizuo si consultò con altri anziani del suo villaggio, e poi anche di altri villaggi vicini che approvarono la sua idea; ben presto a Wushan fu convocato un consiglio con dirigenti e delegazioni di tutti i villaggi coinvolti per discutere insieme e trovare un accordo.

Il 30 novembre gli oltre cento partecipanti hanno dichiarato ufficialmente abolita l’antica norma, dando l’avvio a dei solenni festeggiamenti. L’abrogazione ha lo scopo di ampliare gli orizzonti mentali dei cittadini, renderli liberi da cattive abituni ormai radicate, e in particolare permettere il diritto di scelta nelle relazioni sentimentali e nei matrimoni. La notizia si è subito diffusa tra i vari villaggi, dove è stata accolta con entusiasmo soprattutto dai giovani.

Immagine: la strada che separa Xiyu e Xin Chenshan, due dei villaggi in cui era in vigore la norma. Fonte: le mappe di QQ.com.