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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Social network in Cina: una panoramica

Cina: internet bar

La relazione tra social network e Cina è complessa e in costante evoluzione: a fronte di un’offerta variegata si pone la censura dei contenuti o dei siti operata dal governo. Questa strategia politica (o commerciale) ha sicuramente precluso fino ad ora lo sviluppo in Cina di alcune delle piattaforme di condivisione di contenuti più diffuse in Occidente, attirandosi numerose critiche; in compenso ha permesso, al riparo dall’impatto di alcuni giganti mondiali come Blogger, Twitter, Facebook, la nascita di servizi del tutto cinesi anche molto intraprendenti, alcuni dei quali semplicemente copiati dalla controparte occidentale, altri più originali e interessanti.

Caratteristica comune di quasi tutti i social network basati in Cina è la limitazione alla lingua cinese sia per la piattaforma che per i contenuti. Anche questo aspetto però sembra essere arrivato ad un punto di svolta, dal momento che Weibo, il più frequentato sito di microblogging sta progettando di lanciare una sua versione in lingua inglese.

La blogosfera cinese è in perenne evoluzione, e inseguirne i movimenti può essere difficile. Il numero di utenti aumenta molto velocemente (420 milioni nel 2010) insieme alla capacità di usare internet in modo attivo e non solo per la ricerca di informazioni o di intrattenimento. Una buona panoramica sui social network cinesi più diffusi si può avere però in un colpo d’occhio consultando l’elenco di JiaThis, un “bottone” tutto cinese che permette di condividere i contenuti su altri siti, concettualmente identico a Addthis.

Questo è l’elenco proposto (ad oggi):

Elenco dei servizi di condivisione dei contenuti utilizzati nai netizen cinesi

Molti dei siti “stranieri” di questa lista sono poco noti nella Cina continentale; la rimanente e maggior parte è invece sconosciuta alla maggior parte degli internauti occidentali, secondo la tipica suddivisione fra Cina e “resto del mondo”.

Fra i siti più importanti vi sono l’onnipresente QZone, Renren, forte del recente ingresso a Wall Street, o Taobao, il sito di e-commerce che da solo detiene circa tre quarti delle vendite online al dettaglio in Cina.
La lista dei non inclusi è naturalmente ancora più grande: segnalo il solo diarybooks, una piattaforma di blog tematici dalla grafica essenziale dove vengono pubblicati diari personali. Non ha l’ambizione dei fratelli maggiori, ma offre uno spaccato dei sentimenti quotidiani degli iscritti.

Al lettore il gusto di esplorarli tutti!

[Nella foto, la bandiera cinese sventola sopra l’insegna pubblicitaria di un internet cafè (网吧) a Luoyang]