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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Si prega di non sbagliare

In tutte le scuole del mondo vengono insegnate le regole per parlare e scrivere correttamente.
In tutte le scuole del mondo gli studenti sbagliano, e gli insegnanti li correggono.

Ma a volte non basta: allora è meglio farglielo capire bene, con un bel messaggio chiaro e sintetico.
In questa scuola elementare del Guangxi, un cartello raccomanda agli alunni (e non solo…) di parlare cinese mandarino (putonghua, 普通话) e di scrivere caratteri “standard”.

Cartello in cinese che chiede di scrivere e parlare correttamente
La prima raccomandazione è abbastanza comprensibile: in una provincia (il Guangxi) periferica, con molte minoranze etniche e linguistiche, uno dei problemi della scuola è proprio convincere gli alunni a parlare la lingua comune cinese, opponendosi alle abitudini che questi hanno a casa. Molti adulti infatti parlano solo il loro dialetto, tra loro e con i figli, e considerano il putonghua come estraneo, anche se lo ascoltano tutti i giorni alla televisione.

Perciò si capisce quanto sia importante imparare la lingua nazionale, in un’ottica di mobilità sociale e persino geografica: molti bambini, una volta diventati adulti, dovranno spostarsi per lavorare, e parlare la lingua “franca” sarà indispensabile.

Una mappa delle lingue parlate nella Regione Autonoma del Guangxi in Cina
Le numerose lingue parlate nella Regione Autonoma del Guangxi

(fonte)

La seconda frase del cartello è più interessante, perché può sembrare ovvia, ma acquista senso se si pensa al sistema di scrittura del cinese. Si prega di scrivere caratteri standard, cioè col giusto numero di tratti, la giusta “architettura”, e nell’ordine corretto dei tratti.
E’ facile comprendere quale sia il carico di lavoro per un bambino cinese, se già in Italia alcuni bambini, all’inizio della loro vita scolastica, faticano a distinguere e scrivere alcune lettere (e sono soltanto 26!).
Secondo i programmi statali unificati, alla scuola elementare cinese i bambini devono imparare a riconoscere circa 3000 caratteri di uso comune nella forma semplificata, e dovrebbero saperne scrivere correttamente almeno un buon 60%.

Non è semplice imparare così tanti caratteri, gli errori di ortografia sono molto frequenti, e di certo non riguardano soltanto i bambini. Anche tra adulti con un buon grado di scolarizzazione è considerato abbastanza normale non ricordare come si scrive un carattere, specialmente se lo si è scritto o letto raramente. Infatti, visto che la scrittura ha un rapporto molto sfuggente (o addirittura nullo) con la pronuncia, ci si può trovare nella condizione di utilizzare anche quotidianamente una parola nella conversazione, senza avere alcuna idea di come scriverla. L’unico modo efficace per non sbagliare è tenersi allenati a scrivere oltre che a leggere.

Per cui, è meglio rimettersi a studiare: e si prega di scrivere bene.

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