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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Alcune sentenze sulle demolizioni forzate

Demolizioni forzate in Cina

Lo spostamento di massa dalle campagne alle città e lo sviluppo economico in atto in Cina negli ultimi decenni ha avuto delle conseguenze su larga scala sull’assetto delle aree urbane. Molte delle nuove costruzioni o opere pubbliche necessarie ad accogliere i migranti interni o le nuove classi benestanti sorgono infatti al posto delle generazioni precedenti di immobili, che in genere vengono requisiti e demoliti in tempi brevi e con modalità sbrigative.

Un problema molto diffuso e sentito dalla popolazione cinese è quindi quello dei risarcimenti per le demolizioni. In teoria proprietari degli edifici da abbattere avrebbero diritto a una serie di garanzie e ad un indennizzo, ma i loro diritti vengono spesso svuotati o non rispettati.

Una continguità affaristica e spesso alimentata dalla corruzione tra imprenditori e autorità, fa sì che eventuali denunce di irregolarità possano mettere a rischio proprio i cittadini, che infatti spesso sono vittime di intimidazioni. Nonostante questo, le azioni legali relative agli indennizzi sono il terzo argomento più trattato per numero di processi amministrativi presso i tribunali cinesi da dieci anni.

Nel tempo alcune pratiche illegali sono state scoraggiate dalle autorità centrali, ma la situazione è ancora complessa. In questi giorni la Suprema Corte del Popolo (最高法), la massima autorità giudiziaria cinese, ha emesso dieci sentenze su alcuni processi che trattavano punti controversi. Sul sito 163.com è stata fornita una infografica che sintetizza tutte le sentenze, mentre il sito Legaldaily ha esaminato nel dettaglio alcune delle sentenze. Segue un estratto della traduzione.

Visto il processo di urbanizzazione che riguarda tutto il territorio cinese, le cause legate agli indennizzi da demolizione sono progressivamente aumentate. Il 29 agosto scorso, la Suprema Corte ha emesso dieci sentenze che si configurano come importanti precedenti. Nei casi esaminati erano stati lesi i diritti di scelta della modalità di indennizzo, oppure era stato valutato al ribasso il valore di alcuni appartamenti, o messe in atto demolizioni forzate eseguite in modo irregolare.

Come conferma il giudice Wang Zhenyu, molti dei temi trattati riguardano da vicino la gente comune. In un caso, il valore dell’indennizzo accordato dalle autorità della contea di Sishui, nello Shandong, era inferiore al prezzo di mercato e al prezzo originale di acquisto. Il tribunale ha rilevato che la situazione era iniqua, invalidando la procedura di pagamento in questione. Lo stesso Wang ribadisce che secondo le normative in vigore l’indennizzo deve essere equo, e questo principio deve essere garantito insieme alla certezza dell’interruzione delle pratiche illegali, tutelando i cittadini anche quando questi sono in gran numero, e non arretrando di fronte alla prevedibile opposizione delle autorità locali.

In un’altra causa, il beneficiario di un indennizzo non aveva potuto esercitare il diritto di scelta delle modalità di riscossione. La legge infatti stabilisce che l’indennizzo può essere ricevuto in denaro oppure sotto forma di diritto di proprietà sulla nuova costruzione. Anche in questo caso l’amministrazione locale, che non ha rispettato i regolamenti, dovrà ricominciare la procedura.

Una situazione diversa era occorsa ai signori Ai Zhengyuan e Sha Defang, ai quali non era stata consegnata la relazione di valutazione economica, e che quindi non avevano potuto richiedere una controperizia. Questo è stato riconosciuo dal tribunale come irregolarità procedurale. Come ricorda il giudice Wang, la relazione tecnica di valutazione è infatti uno dei documenti più importanti che le autorità che si occupano dell’indennizzo devono produrre: consegnarla in ritardo non ha basi legali e lede i diritti dei proprietari.

Il tribnale si è procunciato anche in un caso di demolizione forzata di costruzioni abusive. Nel Guandong tre persone avevano edificato su un terreno collettivo senza ottenere i relativi permessi e la loro costruzione è stata quindi demolita all’alba del 12 luglio 2013. Il tribunale ha però sentenziato che la demolizione forzata è avvenuta in modo gravemente irregolare. Il giudice Wang sottolinea quanto sia importante poter garantire i diritti primari ai cittadini e il rispetto della legalità anche da parte delle autorità amministrative di controllo.

Anche le demolizioni di costruzioni abusive devono infatti avvenire all’interno del quadro normativo: per esempio prima della demolizione da parte delle autorità bisogna dare la possibilità ai proprietari di demolire per conto proprio il fabbricato, affiggere in loco degli avvisi relativi e non procedere agli abbattimenti in orari notturni.

Attualmente le costruzioni abusive in Cina sono un numero enorme, e sebbene per amministrazioni al di sopra del livello della contea sia legale abbatterle, queste continuano a sorgere dappertutto, ledendo i diritti dei cittadini e dei residenti circostanti. Di conseguenza non è poi facile proteggere i diritti di chi resta nella legalità.

Immagine: un gigante minaccioso mostra un cartello con scritto: “Vieni, mettiamoci d’accordo!”, ma sul petto mostra il carattere chai (拆), che indica una imminente demolizione. Fonte: qua.