334-7156315 info@cinaliano.it
Traduzione e interpretariato cinese e italiano

“Salvate l’insegnamento della matematica”

Scuola e studio in Cina

Nelle scuole cinesi l’insegnamento della matematica è sempre stato molto rigoroso: anche gli studenti più piccoli devono essere molto abili e veloci nel calcolo, e studiano argomenti che in Italia vengono riservati solitamente a studenti di età maggiore.

Almeno questa è stata la situazione fino poco tempo fa; infatti, negli ultimi anni, le frequenti riforme dei programmi e dei libri di testo stanno escludendo alcuni degli argomenti più complessi, che però, a parere di alcuni autorevoli docenti, sarebbero necessari per inquadrare la disciplina nella sua sistematicità e per garantire risultati duraturi agli studenti.

Pochi giorni fa sul China Youth Daily è stato pubblicato un articolo che riporta le opinioni, molto critiche, di alcuni studiosi sulle recenti riforme, la cui conseguenza è una preparazione sempre meno solida della matematica da parte degli studenti che si iscrivono all’università. L’articolo si intitola “Salvate l’insegnamento della matematica”: segue un estratto della traduzione.

Recentemente presso l’Università dell’Accademia Cinese delle Scienze si è tenuto un seminario sull’attualità dell’insegnamento della matematica a scuola, tenuto dal matematico Yang Le, professore dell’Accademia, a venti docenti di matematica delle scuole secondarie provenienti da tutta la Cina. Il problema riscontrato da questi ultimi è un progressivo scollamento degli studenti dallo studio sistematico che è necessario per approfondire la matematica.

I motivi sono da ricercare non solo in una progressiva mancanza di passione da parte degli studenti, ma anche nel fatto che il tempo per studiare seriamente, specialmente negli ultimi anni di liceo, si riduce. Gli studenti infatti, all’approssimarsi dell’esame di ammissione all’università, il gaokao, smettono di applicarsi allo studio e all’approfondimento per limitarsi a imparare trucchi e scorciatoie utili solo per superare l’esame.

Lo stesso gaokao ha subìto negli anni frequenti riforme, molte delle quali hanno ridotto le conoscenze richieste, al punto che, lamentano i docenti, gli studenti non hanno più ben chiaro cosa sia effettivamente la matematica. A questo punto sono quindi gli stessi docenti che si interrogano su quali siano le strategie migliori per affrontare l’insegnamento, dato che le condizioni sono abbastanza diverse dal passato.

L’importanza dell’acquisizione di buone basi è confermata da altri professori dell’Accademia, specialisti di discipline non matematiche. Secondo loro, la matematica permette di sviluppare immaginazione spaziale, capacità logiche e di analisi, deduzione e induzione, e assume quindi un valore centrale non solo nello studio delle scienze ma anche nella capacità di organizzare il pensiero. Proprio questa competenza infatti comincia a rarefarsi nei nuovi studenti, i quali magari conoscono alcune regole ma non sono in grado di eseguire i calcoli correttamente.

Un altro problema è legato alla diffusa partecipazione alle Olimpiadi Internazionali della matematica: gli studenti si iscrivono in massa, in quanto un buon punteggio viene conteggiato nei risultati del gaokao, però la loro adesione è strumentale, e in realtà ben pochi di loro mostrano un vero interesse per la materia, mentre la maggior parte sviluppa indifferenza se non repulsione. Tra l’altro molte famiglie sfruttano l’estate per iscrivere i figli a corsi di recupero e potenziamento, accrescendo il carico di lavoro e rischiando così di ottenere ancora più disinteresse.

In questo modo la solidità dello studio ne risente particolarmente. Infatti, a differenza di molte altre discipline scientifiche come biologia, chimica, o anche fisica, che fino alla scuola secondaria possono essere insegnate con il linguaggio della divulgazione e in modo non sistematico, la matematica richiede invece grande rigore nel linguaggio e nell’organizzazione del piano di studi. Per questo i programmi di matematica, anche ai licei, trattano argomenti risalenti al ‘700, o al massimo all’800.

I docenti lamentano peraltro la scomparsa dai libri di testi di molti argomenti che considerano importanti, e per contro, lamentano l’inclusione di argomenti di rilevo minore anche per quanto riguarda la geometria, che spesso gli allivevi riducono a una banale elencazione di nomi, senza aver chiaro cosa significhi veramente dimostrare dei teoremi.

I docenti si aspetterebbero una maggiore collaborazione con gli autori dei testi scolastici e i compilatori dei programmi di studio, perché sebbene l’obiettivo delle riforme sia quello di alleggerire o semplificare il programma, non bisogna però tralasciare alcuni argomenti importanti, e il cui studio concorre a formare la mentalità scientifica anche in ambiti extramatematici.

Le nuove riforme inoltre hanno modificato il metodo di studio, che da sistematico e ordinato si orienta più verso una concezione “a spirale ascendente”, secondo la quale alcuni argomenti vanno trattati più volte con complessità crescente ma separati da intervalli di tempo. Questo approccio è però contestato dai docenti, che ne criticano la mancanza di linearità e la difficoltà di far seguire agli alunni un percorso coerente e completo.

Un’altra caratteristica introdotta da poco è l’incentivazione al lavoro di gruppo: questa modalità di lavoro è ben accetta dagli insegnanti anche se ancora non molto diffusa, anche perché le classi sono spesso troppo numerose. Il numero di studenti va da 50 a 70, e in queste condizioni è praticamente impossibile seguire personalmente ogni gruppo, e ancora meno ogni alunno.

Alcuni insegnanti sollevano obiezioni anche sulla incisività delle riforme: non è infatti certo che ogni riforma produca reali miglioramenti nella situazione in classe, tenendo presente che l’ultimo anno di liceo in pratica viene speso quasi interamente non nello studio di nuovi argomenti, ma nella preparazione del gaokao.

Intanto il Ministero dell’Istruzione sta elaborando la prossima riforma della scuola superiore, basata sulla divisione degli alunni in quattro fasce di livello con programmazioni differenziate.

Immagine – Un genitore dice al figlio: “Non possiamo perdere qui, sulla linea di partenza”: i cartelli “Classi di potenziamento”, “Olimpiadi della Matematica”, “Classi speciali”, “Inglese”. Fonte: qua.