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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Stato delle relazioni tra Nord Korea e Cina

Confine cinese

La Korea del Nord ha pochissimi alleati nel mondo, ma la Cina rimane il suo partner principale sia sul piano politico-militare che economico. Tuttavia il legame tra i due Paesi appare sempre meno saldo: secondo una analisi puntuale, da quando Jim Jiong Un è al potere, la Nord Korea mostra un certo distacco dalla Cinae, e starebbe muovendo dei primi passi per cercare di uscire dall’isolamento internazionale. In questi giorni, Kim sembra scomparso almeno dalle apparizioni ufficiali, alimentando illazioni su una possibile successione. Sulla stampa cinese vengono comunque date continuamente notizie sullo Stato vicino, dalle quali emergono anche dei punti di criticità del regime nordkoreano.

In particolare tra i commenti dei lettori si notano opinioni molto contrastanti tra di loro e anche numerose critiche. Kim Jiong Un stesso viene chiamato per lo più “il grasso” (三胖), un appellativo originariamente non offensivo e usato anche in modo semiufficiale, ma sempre più spesso caricato di connotazioni negative, tando che contro il suo uso sono state fatte delle ripetute rimostranze da parte delle autorità di Pyongyang.

Nello stesso tempo alcuni tra i principali siti internet cinesi stanno dando risalto alla notizia dei primi colloqui sui diritti umani presso l’ONU, raccontando le storie di alcuni fuggitivi e in definitiva rappresentando la Korea del Nord come uno Stato assurdo e inumano. Un altro articolo, qualche mese fa raccoglieva invece gli obblighi più stravaganti in vigore in Nord Korea.

Il People’s Daily, giornale del Partito comunista e quindi di stretta ortodossia anche per i rapporti con l’estero, riferisce in modo sommario sia della sparizione di Kim dalla scena pubblica sia del contestuale scambio di colpi tra Nord e Sud, indice di probabili dissidi interni. I commenti più frequenti dimostrano però indifferenza alle sorti dello stato del Nord e avanzano allusioni sulla vita dissoluta del suo leader. Un commentatore sostiene che il mondo intero, a partire dalla stampa, dovrebbe iniziare a ignorare Kim, in modo che finalmente la smetta di darsi arie.

In un altro articolo, che raccconta dell’ammirazione di alcuni turisti nordcoreani in viaggio in Cina, i commenti sono ancora più polemici: c’è chi lamenta che a causa degli esperimenti nucleari in Nord Korea gli Stati Uniti hanno dei sistemi antimissile puntati pretestuosamente anche verso la Cina; però un altro risponde che una eventuale unificazione (chiaramente una annessione al Sud) comporterebbe lo scenario ancora peggiore dell’esercito americano appena oltre il confine.

Altre analisi concordano sul fatto che l’esistenza della Nord Korea, nonostante il suo regime anacronistico e il dispendioso sostegno economico da parte della Cina, serva ancora da stato cuscinetto per tenere lontana la Korea del Sud e in particolare le basi americane. Un commentatore considera che per motivi diversi anche Sud Korea, Giappone, e USA hanno interesse alla sopravvivenza della divisione della penisola koreana. Una eventuale riunificazione secondo il modello tedesco allevierebbe la Cina di un vicino comunque di difficile gestione, ma potrebbe rendere il confine più instabile.

Da diverse settimane Kim non partecipa a importanti eventi pubblici, e le speculazioni sulle sue sorti hanno interessato anche i commentatori cinesi. Ci si interroga su cosa potrebbe succedere nell’eventualità di una caduta del dittatore, visto che non avverrebbe per abdicazione spontanea ma in seguito a un colpo di stato più o meno manifesto.

In alcuni commenti serpeggia la stanchezza e la disaffezione nei confronti di una nazione che sembra ancorata a schemi obsoleti, a partire dall’ereditarietà del potere, oltre al fatto che parte degli aiuti economici finiscono nelle tasche di funzionari cinesi e koreani. Altri utenti discutono se l’approccio di non interferenza che la Cina ha sempre sostenuto sia effettivamente valido, e citano gli Stati Uniti, che si espongono molto di più ottenendo dei ritorni evidenti: in questo caso non sarebbe sbagliato esercitare una pressione maggiore sulla Korea per curare gli interessi cinesi.

Altri ricordano che l’evoluzione naturale di ogni stato è verso la democrazia o almeno l’autonomia, valori che persino Kim Jiong Un potrebbe aver in qualche modo interiorizzato durante il periodo passato in Svizzera. Infine un utente ironizza dicendo che se persino la Korea conquisterà la libertà, la Cina prenderà il suo posto come stato meno libero al mondo, e questo spiegherebbe la preoccupazione delle autorità cinesi per Kim e la sua eventuale successione.

Immagine: la linea di confine tra Cina e Nord Korea sul ponte tra le due rive del fiume Yalu. Fonte: qua.