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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Quando (non) andare dal barbiere in Cina

Evoluzione capelli cinesi

Il capodanno lunare cinese quest’anno è stato il 31 gennaio, ed è stato festeggiato con i classici botti, abbondanti quantità di colore rosso e innumerevoli riferimenti al cavallo, dato che l’anno lunare che inizia è appunto quello del cavallo.

Insieme al capodanno, in Cina sono molte le tradizioni legate all’inizio dell’anno nuovo, e una delle più curiose consoiste nel non tagliarsi i capelli per tutto il primo mese (正月). L’origine di questa usanza deriverebbe dal sinistro modo di dire: “Se si tagliano i capelli nel primo mese, muore lo zio (fratello della madre) ” (“正月剃头死舅”).

A sua volta questa superstizione nasce nella Cina del primo periodo Qing (dopo il 1644),. In quel periodo fu emanato un editto che imponeva severamente ai sudditi Han di radere i capelli di quasi tutta la testa ad eccezione di una piccola porzione sulla nuca, dalla quale lasciar pendere un lungo e sottile codino (il “codino-moneta”, 金钱鼠尾, detto così in quanto doveva essere non più largo di una moneta). Questa acconciatura in era motivata dal fatto che le tribù Manchu del nord vivevano di caccia, e lunghi capelli erano d’impaccio; anche se esistevano delle varianti locali, era tassativo mantenere la tradizione da padre in figlio.

A Pechino furono istituiti in diversi punti dei barbieri ufficiali per tagliare i capelli a tutti gli uomini, funzionari, soldati e cittadini comuni; il servizio era gratuito, ma rifiutare era considerato un tradimento e punito con la decapitazione. Il terrore era un elemento indispensabile della strategia dei Qing per assicurarsi la sottomissione dei nuovi sudditi alla dinastia, ma la paura si mutò in rabbia e ribellione, al punto che molti preferirono perdere la vita piuttosto che essere sottoposti a un trattamento considerato umiliante e persino sacrilego.

Gli Han infatti avevano da sempre lasciato crescere i capelli, considerandoli, insieme al corpo, un dono dei genitori e indirettamente degli antenati, il cui culto era molto sentito. In genere i capelli degli adulti venivano quindi raccolti dietro la testa. L’obbligo di tagliarli era sentito quindi come una profanazione della sacralità del corpo, tanto che nell’antica Cina costituiva una punizione corporale piuttosto grave, almeno sul piano simbolico. Così, anche se l’ordine dei Qing fu fatto rispettare, i sentimenti di rivalsa e di ostilità degli Han verso la nuova dinastia imperiale non cessarono, e si manifestarono in diversi modi, uno dei quali fu il rifiuto di tagliarsi i capelli almeno nel primo mese dell’anno lunare.

Di questi fatti scrisse anche il missionario italiano Martino Martini, che viveva in Cina, nel suo “De Bello Tartarico“, un resoconto degli anni di transizione tra le dinastie Ming e Qing. In quest’opera Martini descrisse la sanguinosa battaglia intrapresa dai popoli e gli eserciti del sud della Cina contro gli invasori e le loro regole. La vittoria dei cinesi  consentì loro di conservare la capigliatura, ma non permise altre conquiste sul piano politico o territoriale.

In ogni caso, col tempo tra i Qing e gli Han iniziò un reciproco avvicinamento: i Qing adottarono molte delle pratiche politiche Han, mentre la resistenza di natura culturale da parte degli Han si affievolì. In questo modo ci si abituò anche al taglio dei capelli, e anche l’iniziale opposizione, che inizialmente era sintetizzata dalla frase “non tagliarsi i capelli per ricordare il passato” grazie a un gioco di omofonie su “ricordare il passato” (“思旧”), perse l’allusione politica diventando il più familiare “altrimenti muore lo zio” (“死舅”).

Il primo giorno nel quale anche secondo la tradizione è nuovamente possibile tagliarsi i capelli è il secondo giorno del secondo mese, nel quale “il drago alza la testa”. Un commento della Xinhua a questa abitudine che per certi versi è ancora moto sentita è: “La società negli anni continua a progredire, e anche se è giusto conoscere e rispettare i tratti più autentici della cultura popolare, non bisogna però rinunciare a una vita normale”.

Immagine: l’evoluzione del codino Manchu-Qing, a partire dalla capigliatura Han (a sinistra). Fonte.