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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Per me un involtino… 春卷

Cibo cinese

春卷: letteralmente “primavera” (春, chūn)  e “rotolo” (卷, juǎn rotolo), quest’accoppiata di caratteri cinesi indica il piatto forse più noto della cucina orientale, l’involtino primavera.

Entrando in qualsiasi ristorante cinese in Italia e nel mondo, alla voce Antipasti, l’arcinoto involtino primavera è immancabile, e con un costo abbordabile e varianti vegetariane e carnivore, è generalmente la prima portata servita ai commensali di una serata in compagnia passata a tentar di riempire lo stomaco con le esotiche bacchette e la saporita salsa di soia.

Tradizionalmente, l’involtino primavera è un rotolo di sfoglia sottile con un ripieno di verdure, carne, uova (o a volte fagioli rossi), fritto e reso croccante e fragrante dall’olio fatto scoppiettare a temperature elevatissime. In genere viene accompagnato da alcune ciotoline  contenenti soia, aceto di riso, salsa piccante ecc. per poter inzuppare il prezioso scrigno nell’intingolo di maggior gradimento a ciascun avventore.

Questo piatto, inflazionato ormai da anni anche in Italia, ci offre una visione parziale della cucina cinese (e orientale in generale) che invece è di ben più ampia portata, viste le millenarie tradizioni culinarie che in ciascuna regione deliziano il palato di milioni di persone ogni giorno. A parte questo, che dovrebbe fungere da stimolo per provare qualcosa di più ardito al prossimo ordine al ristorante, proviamo a capire meglio quali sono le radici di questo celeberrimo snack.

Pietanza dalla lunga storia, l’origine pare risalire ai tempi della dinastia Jin (265 –  420 d.C) dove in occasione del Capodanno, termine dell’inverno e origine della stagione primaverile, comparve per la prima volta un cibo chiamato piatto di primavera, sostanzialmente descrivibile come una sottile sfoglia di farina farcita con ripieno, tendenzialmente di verdura. Il rito rurale di mangiare questi piccoli dischi di farina e acqua era un richiamo alla leggerezza della primavera in arrivo.

Popolari e diffusi già nel regno dei Tang (618-907), decantati persino nei versi poetici di Du Fu e Lu You, il semplice atto di prepararli e condividerli con la famiglia all’inizio del nuovo anno aveva connotazione assai scaramantica, per scongiurare calamità ed eventi nefasti.

Con il passare degli anni, il ripieno è andato arricchendosi, soprattutto di carne per le famiglie più abbienti, e diversificandosi con ingredienti regionali a seconda della zona di produzione (più speziati e piccanti al Nord, più dolci e ricchi di fagioli al Sud), fino ad assumere la forma diffusa ai giorni nostri.

Dall’essere simbolo di buon auspicio e piatto tipico del Capodanno, lentamente, il loro consumo si è sdoganato dall’iniziale legame con la Festa di Primavera, e così sono divenuti di conseguenza disponibili 365 giorni l’anno. Diciamo che sgranocchiare un involtino primavera in autunno equivale ad assaporare un buon torroncino o un goloso marron glacé a Ferragosto. Come commenterebbe un qualsiasi individuo con qualche primavera sulle spalle… “non ci sono più le stagioni di una volta”.

Infine una ricetta da provare è d’obbligo, anche se, per avere un’idea di quel che può essere un assaggio autentico sarebbe bene far un salto in uno dei paesi orientali dove questo cibo è effettivamente cucinato e consumato con frequenza, altrimenti se ci accontentiamo della versione occidentalizzata delle catene di supermercati, rischiamo di confondere i sapori tipici dell’Oriente con un loro presunto alias finendo nelle stesse fila dei tanti statunitensi che gustano con avidità una pizza che al posto dell’italianissima pummarola ‘n coppa viene farcita con ketchup e patatine fritte.

Ed ecco la ricetta.

Involtini primavera

La sfoglia:

  • uovo
  • 225 g di farina
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/2 tazza di acqua

Procedimento

Sbattete leggermente l’uovo.
Setacciate la farina e il sale in una ciotola grande.
Fate spazio al centro della farina e mescolateci l’uovo sbattuto e l’acqua con un cucchiaio di legno per formare un impasto liscio.
Mettete l’impasto su un piano infarinato e impastate per 10 minuti.
Coprite l’impasto con un panno umido e lasciate riposare per circa 30 minuti. Stendere la pasta fino a formare un salsicciotto di 30 cm, quindi tagliatela in pezzi di 4 cm.
Spolverate con farina di mais e appiattite ciascun pezzo con il palmo della mano.
Con un matterello rendeteli più sottili possibile, poi tagliate a rettangoli di 15 x 18 cm.
Spolverare nuovamente con farina di mais e impilateli.

Il ripieno:

  • 350 g di carne di maiale o di pollo
  • 2 fette di radice di zenzero fresco
  • 75 g di germogli di bambù in lattina
  • funghi cinesi secchi di media grandezza
  • cipolle
  • 3 cucchiai di olio vegetale
  • 1 cucchiaino di sale
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 100-150 g di germogli di fagioli
  • 1 cucchiaio di farina di mais mischiata a 2 cucchiai di acqua
  • Uova
  • Olio vegetale per la frittura

Procedimento

Tagliate la carne di maiale o pollo a fiammifero.
Tagliate lo zenzero e i germogli di bambù in maniera simile o se possibile ancora più fini.
Mettete a bagno i funghi secchi in acqua calda a coprite per 25 minuti, quindi scolateli ed eliminate i gambi duri.
Tagliate le cappelle dei funghi a pezzettini.
Tagliate le cipolle a metà per la loro lunghezza, poi tagliatele nuovamente in sezioni da 1 cm.
Riscaldate 3 cucchiai di olio in un wok.
Quando il wok è caldo abbastanza, soffriggete lo zenzero, il sale, i funghi e la carne sminuzzata a fuoco alto per poco più di un minuto.
Aggiungete tutti gli altri ingredienti, tranne la farina e mescolate il tutto per 1 minuto.
Versate la farina di mais, mescolate e girate per altri 30 secondi.
Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare prima di usare come ripieno.

Prendete 2 cucchiai di ripieno e disponetelo su ogni frittella appena sotto il centro, piegate la crespella dal basso alzando l’angolo inferiore a piegare sopra il ripieno.
Arrotolate il ripieno una volta, e portate i 2 angoli laterali a sovrapporsi l’un l’altro.
Come ultima cosa piegate il lembo superiore verso il basso, sigillando il tutto con l’uovo sbattuto in precedenza.
Impilate gli involtini primavera man mano che li fate, collocandoli in modo che il peso aiuti a sigillare meglio l’angolo chiuso con l’uovo.
Non aspettate troppo tempo prima di friggere in quanto la pastella potrebbe diventare troppo molliccia.
Scaldate l’olio in un wok fino a che non diventa molto caldo caldo.
Friggete non più di 5-6 involtini alla volta per 3-4 minuti o fino a che non sono dorati e croccanti. Una volta fritti, rimarranno croccanti per un massimo di 30 minuti. Servire immediatamente.

Immagine: una variante degli involtini. Fonte, modificata.