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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Mille leghe per una piuma

Regali

L’espressione cinese 千里送鹅毛,礼轻人意重 (“mille miglia per regalare una piuma di cigno, un regalo leggero ma un sentimento profondo”) si usa per sottolineare il valore affettivo e morale di un dono a prescindere dal suo valore materiale. La frase può essere considerata uno xiehouyu (歇后语), breve proverbio strutturato in due parti, ed esiste anche in altre varianti, ma il significato è il medesimo.

La sua origine deriva da a una celebre storia antica poi ripresa e rielaborata da molti autori, a partire dal letterato Ouyang Xiu (1007-1072) o dal coevo Huang Tingjian. Una delle prime attestazioni della storia si trova nell’enciclopedia storica di epoca Song “Lushi”, una raccolta di fatti notevoli della storia cinese, informazioni geografiche e antichi racconti.

Uno di questi episodi narra dell’ambasciatore Mian Bogao dello stato di Huihe. Durante la dinastia Tang lo Huihe era uno stato vassallo dell’impero cinese, ed era consuetudine recapitare ufficialmente all’imperatore doni di pregio. Una volta l’incarico fu assegnato all’ambasciatore Mian Bogao, che avrebbe dovuto consegnare dei ricchi doni per rendere omaggio all’imperatore cinese Zhen Guan (627-649) in segno di amicizia. Uno di questi doni era un raro cigno bianco tipico del luogo.

Questo cigno era fonte di preoccupazione per Mian Bogao: in caso di incidenti come avrebbe potuto spiegarlo all’imperatore? Pertanto se ne prendeva cura personalmente, nutrendolo e provvedendo a tutti i suoi bisogni. Il viaggio era lungo e faticoso, e imponeva di superare numerosi ostacoli naturali. Un giorno, passando nei pressi del lago Mianyang, vicino l’attuale Wuhan, l’ambasciatore vide il cigno che allungava il collo fuori dalla gabbia e cercava di avvicinarsi all’acqua per bere, ma così facendo rischiava di soffocarsi con le sbarre della gabbia.

Mian Bogao, non sopportando la vista dell’animale sofferente, aprì la gabbia e accompagnò il cigno sul bordo del lago per farlo bere. Ma questo, appena finito di bere, con un balzo spiccò il volo. Mian Bogao aveva i riflessi pronti e cercò subito di acchiappare al volo il cigno, ma l’unica cosa che riuscì ad afferrare furono poche piume. Si dovette pertanto rassegnare a vedere volar via  e sparire lontano il suo prezioso dono, rimanendo attonito e impietrito con nient’altro che delle piume in mano.

Una volta riavutosi dallo stupore realizzò che la sua posizione era diventata estremamente difficile: cosa avrebbe consegnato adesso all’imperatore? L’alternativa sarebbe stata quella di rientrare in patria, ma anche in quel caso avrebbe dovuto affrontare l’ira e le punizioni del proprio sovrano. Gli stessi attendenti di Mian Bogao premevano perché questi trovasse una soluzione che li potesse salvare.

Dopo molte considerazioni Mian Bogao decise quindi di proseguire il suo viaggio; si procurò una stuoia di seta candida e con estrema cura vi avvolse le piume del cigno, poi preparò e allegò al rotolo una breve poesia, anch’essa tramandata in diverse varianti:

天鹅贡唐朝,山重路更遥。
沔阳湖失宝,回纥情难抛。
上奉唐天子,请罪缅伯高,
物轻人义重,千里送鹅毛!

“Un cigno era l’offerta per l’Imperatore Tang,
dopo montagne impervie e strade senza fine,
al lago Mianyang si perse il tesoro,
difficile rinunciare all’amicizia dello Huihe.
Rendo omaggio al Figlio del Cielo,
che perdoni Mian Bogao,
l’oggetto è leggero, ma l’intenzione è profonda,
mille leghe per regalare delle piume di cigno”

Mian Bogao riprese il cammino portando con sé i vari tesori e le piume del cigno, e dopo non molto tempo arrivò alla corte Tang. L’imperatore ricevette l’ambasciatore, e accettò le piume e la poesia. Una volta ascoltato il racconto dell’episodio, non solo non condannò Mian Bogao, ma anzi, dato questi che aveva comunque portato a buon fine la missione affidatagli, ne lodò la sincerità e dedizione, e gli assegnò una ricompensa.

Secondo una variante della storia, fu lo stesso Mian Bogao a liberare temporaneamente il cigno per lavarlo e farlo riprendere dal lungo viaggio prima di offrirlo all’imperatore. In questa versione la responsabilità della fuga del cigno è ancora più evidente. In ogni caso le piume (o la singola piuma, in altre versioni della storia) avevano anche di per sé un certo valore, per quanto non paragonabile a quello del cigno. Il regalo quindi poteva ben essere considerato metaforicamente “leggero”, ma non al punto da essere offensivo.

Immagine: “La buona educazione è il regalo migliore da dare ai bambini”. Fonte: qua, modificata.

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