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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Il punto sul cinema cinese

Film cinese "Zhi Qingchun"

L’industria cinematografica cinese attuale è caratterizzata da una impetuosa crescita degli investimenti e dei ricavi; allo stesso tempo sta svecchiando i temi trattati, avvicinandosi per molti versi allo stile internazionale imposto da Hollywood, ma senza rinunciare a percorrere anche generi tipicamente cinesi, come quello storico-epico.

Per molti anni il cinema cinese, nonostante il protezionismo assicurato dal governo, non è riuscito a limitare lo strapotere dei film stranieri, specialmente quelli americani pensati per le giovani generazioni. Tuttavia questa squilibrio potrebbe essere arrivato ad una svolta: nel 2015 molti film americani che lasciavano immaginare un successo indiscusso hanno invece incassato meno del previsto, lasciando più spazio ai film cinesi.

In un’infografica pubblicata recentemente nella sezione divulgativa di Baidu viene illustrato il recente andamento del cinema cinese rispetto a quello americano.

Nel 2015 i botteghini cinesi hanno registrato un incasso di 44 miliardi di Yuan, e nei primi 54 giorni del 2016 hanno già superato i 10 miliardi: se la tendenza prosegue si stima che l’incasso finale annuo possa superare i 60 miliardi, permettendo quindi già nel 2017 un sorpasso sugli incassi del mercato americano. Tra l’altro gli incassi del 2015 erano già quasi il 50% più alti rispetto al 2014. Tale successo avviene anche nonostante alcuni film stranieri abbiano riscosso un successo modesto rispetto a quanto si potesse immaginare.

La quota relativa ai film cinesi è stata il 62%, mantenendo la già confermata supremazia delle pellicole nazionali sul totale. Sul mercato internazionale i film cinesi non hanno invece la stessa capacità di imporsi, e nel 2015 hanno guadagnato 2,7 miliardi di Yuan, una cifra non alta ma comunque superiore del 48% a quella dell’anno precedente. Analogo tasso di crescita, intorno al 51%, è quello del numero di spettatori, che almeno per quanto riguarda le sale nelle città è stato di circa 1,25 miliardi.

Il buon riscontro dei film cinesi nel mercato nazionale si può vedere anche dal confronto con pellicole americane: i cinesi “Monster Hunt (捉妖记)” , “Lost inHong Kong (港囧)” e “Goodbye Mr.Loser (夏洛特烦恼)” hanno battuto rispettivamente “Fast and Furious 7”, “Avengers: Age of Ultron” e “Jurassic world”. Similmente altri titoli del genere animazione non hanno avuto la stessa accoglienza che avevano avuto negli anni scorsi, e sono stati superati da analoghi cinesi.

La crescita dell’industria cinese non è stata sempre costante nel tempo: un apice si è avuto all’inizio degli anni ’90, quando la crescita dei redditi, il prezzo modesto dei biglietti e un diffuso bisogno di occasioni di svago portò in media ogni persona al cinema più di 10 volte all’anno. Negli ultimi anni ’90 invece, anche a causa dell’avvento della televisione, iniziarono a circolare le prime copie piratate, determinando un crollo degli incassi a un terzo rispetto a pochi anni prima. Dopo l’ingresso nel WTO e la conseguente importazione di film stranieri, il governo attuò una riforma per il sostegno dell’industria nazionale, permettendo l’ingresso dei privati e di capitali stranieri in tutte le fasi della produzione.

A partire da quella riforma, la Cina ha raggiunto i 10 miliardi di incassi in nove anni (nel 2010); altri tre anni dopo, nel 2013 ha superato i 20 miliardi, e solo l’anno dopo ha superato i 40 miliardi. La crescita a sua volta fa da volano agli investimenti, in quanto l’industria cinematografica riesce a garantire alti margini di profitto: per questo motivo 11 case produttrici si sono collocate per la prima volta in borsa nel 2015.

Non tutta la filiera industriale funziona però efficacemente: dei 686 film prodotti in totale nel 2015, solo 334, poco meno della metà, è stato effettivamente proiettato in sala; e l’87% di questi ha incassato meno di 100 milioni di Yuan. Ciò significa che la quantità di investimenti non è ancora sufficiente a far decollare il settore, che necessiterebbe anche di una maggiore diversificazione nei generi trattati e negli stili narrativi.

Per quanto riguarda le cifre sugli incassi del 2015, cinque degli otto film che hanno totalizzato più di un miliardo di Yuan sono cinesi, e tra i primi venti film più redditizi quelli cinesi sono stati 11. Il confronto con Hollywood non è solo sull’aspetto economico, ma anche sulla qualità: diversi film usciti nel 2015 hanno saputo imporsi non solo grazie al passaparola e alla reputazione così guadagnata, ma anche grazie alla loro qualità effettiva.

Anche alcuni film per un pubblico più esigente, dal carattere culturale o indipendenti, hanno riscosso un buon successo. Il confine tra film artistici e commerciali è sempre meno netto, e anche il gusto del pubblico si affina lentamente. Tuttavia i generi più amati rimangono le commedie e i film di argomento giovanile.

Immagine: un’illustrazione di “So young” (致青春) di Vicky Zhao, un campione d’incassi che nel genere delle commedie romantiche ambientate nell’età universitaria. Fonte. In questo periodo sono in corso a Milano le riprese per una serie televisiva tratta dal film.