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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Indennità per i mesi caldi

Calore

La stagione estiva in gran parte della Cina è caratterizzata da un caldo intenso e umido che determina un fastidioso senso di oppressione; il disagio è percepito ancora più intensamente nei luoghi di lavoro, sia perché generalmente affollati, sia perché in gran parte concentrati nelle città maggiori, dove le temperature sono ancora più alte.

Per riconoscere ai lavoratori l’aumento di stress da lavoro derivante dal caldo estivo esiste in Cina una speciale indennità che viene concessa dale autorità provinciali in relazione alle condizioni climatiche locali. I criteri per le indennità vengono quindi stabiliti annualmente; quest’anno all’inizio di giugno sono già 28 le province cinesi che hanno stabilito le condizioni per la concessione dell’indennità di caldo.

Le cifre pagate variano in base alle province e ad altri fattori, come la postazione di lavoro (all’aperto o al chiuso), e ancora altri parametri; inoltre alcune province calcolano la cifra mensilmente, altre in base a un calcolo a giorni.

Come ricorda il portale Sina, il regolamento nazionale per “fronteggiare l’afa e abbassare la temperatura“, revisionato nel 2012, assegna delle integrazioni di paga per i lavoratori che operano all’aperto con temperature superiori ai 35 gradi Celsius, quando non possano ricorrere a metodi per abbassare la temperatura al di sotto dei 35 gradi.

Visto l’acutizzarsi delle condizioni di disagio, l’anno scorso alcune province, tra cui lo Shandong e lo Shaanxi, avevano aumentato le cifre: per esempio, nello Shandong l’aumento mensile a persona per i lavoratori all’aperto ed esposti ad alte temperature era stato innalzato da 120 a 200 Yuan, mentre per i lavoratori non esposti alle alte temperature la cifra è passata da 80 a 140 Yuan. In quel caso si era trattato del primo ritocco dal 2006. Nello Shaanxi invece la cifra era stata portata da 10 a 25 Yuan al giorno per persona, con un aumento del 250%.

Inoltre, sempre l’anno scorso la provincia dello Hebei aveva stabilito un nuovo standard per la concessione delle indennità da calore. In base ad esso, il calcolo veniva eseguito sulle ore effettive di lavoro alle alte temperature, e la somma era di 1,5 yuan all’ora (ulteriormente maggiorato in caso di straordinari). Per i lavoratori che non disponevano di strumenti atti ad abbassare la temperatura, o insufficienti ad abbassare la temperatura in modo efficace anche negli ambienti interni, la cifra era di 1 Yuan all’ora.

Dal momento che il clima differisce tra le varie province, varia anche il periodo nel quale viene concesso il contributo: a Pechino e nel nord-ovest si va da giugno ad agosto, mentre ad Hainan, in area tropicale, il periodo va da aprile a ottobre, e dura ben 7 mesi. Diverso è il caso dello Hebei, che si sviluppa tra latitudini distanti e tali da determinare una differenza di pagamento in base alla posizione geografica; questa misura ha una controparte nella distinzione tra zone urbane nelle quali il periodo di riscaldamento invernale è più breve (meno di quattro mesi), e quelle dove il riscaldamento invernale è attivo per più di quattro mesi.

Le norme per la concessione di indennità non sempre sono univoche: in base alla legge, la loro istituzione è gestita dalle autorità preposte alla Previdenza sociale e alle risorse umane delle singole province, e accordate anche in considerazione delle condizioni economiche locali effettive.

Questo si traduce in una disparità di trattamento, e per esempio in diverse province le tabelle non vengono aggiornate da anni. Nel Guangdong la quota mensile a persona è di 150 Yuan, e non è stata rivista dal 2007; nello Hebei la quota è di 10 Yuan al giorno, ma anche questa cifra è stata fissata nel 2008 e non più aggiornata. Invece a Tianjin è stato modificato il calcolo, portando l’indennità giornaliera al 12% della paga giornaliera media dell’anno precedente.

Il problema non è solo di principio, in quanto l’inflazione nel corso degli ultimi anni ha eroso il potere di acquisto, così che anche 200 Yuan, che alcuni anni fa avevano un certo valore, oggi appaiono insufficienti. Il preside dell’Istituto di ricerca sulle scienza del lavoro del Ministero delle Risorse Umane e della Sicurezza Sociale, Zhen Dongliang, sostiene che poiché l’indennità di caldo è un’integrazione connessa al lavoro, le sue oscillazioni dovrebbero essere agganciate allo stipendio effettivo.

Come spiega il prof. Zhen, gli aggiustamenti degli ultimi anni non sono stati sistematici, ma si prevede che in futuro le autorità competenti emanino delle direttive fondate su criteri scientifici e razionali. I parametri da regolamentare con maggiore attenzione sono le modalità e l’entità degli aggiornamenti, per renderle meno discrezionali.

Anche per questo il Ministero delle Risorse umane, il sindacato generale nazionale e altre autorità hanno sottolineato la necessità che i datori di lavoro adottino criteri trasparenti e rispettosi della legge per la concessione dell’incentivo. A questo proposito sono state istituite commissioni di vigilanza e ammende in caso di inadempienza. Si fa qua riferimento anche alla pratica di fornire ai lavoratori delle bibite fresche, un’abitudine certamente ben accolta ma che non rispetta la lettera della legge.

Una delle pratiche condannate è quella di non corrispondere le cifre per tempo o non rispettando le tabelle, contando anche sulla scarsa conoscenza dei propri diritti da parte dei lavoratori e su un sistema di controlli e sanzioni per le inadempienze poco rigido. Bisogna anche considerare che in Cina spesso i lavoratori dipendenti si trovano in un posizione di svantaggio rispetto ai datori di lavoro, pertanto non sempre sono nelle condizioni di reclamare i loro diritti.

Per assicurare un migliore rispetto della legge bisognerebbe pertanto informare e sensibilizzare i lavoratori stessi, destinatari del provvedimento, prima ancora di intervenire sulle misure sanzionatorie. A questo scopo il Ministero ha istituito dei gruppi di vigilanza diffusi su tutto il Paese che terranno monitorata la situazione da metà giugno alla fine di luglio.

Il ministero ha annunciato che la vigilanza interesserà tutte le imprese, ma in particolare quelle costruttrici nei settori civili, delle infrastrutture stradali e idrauliche, le industrie costruttrici e manifatturiere, le acciaierie, l’industria del carbone, e le aziende nel settore della ristorazione.

Immagine: il sole esclama: “Fa così caldo che sto per predere un’insolazione!”. Fonte, modificata.