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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

In cinese antico

poesia_cinese

Lo studio filologico della lingua cinese permette di ipotizzare una ricostruzione della pronuncia dei suoni in varie epoche passate. In questi giorni in Cina si commentano alcuni video nei quali si ascoltano dei brani poetici letti in base alla pronuncia di secoli fa. Uno dei più interessanti presenta una breve poesia, Xi you changchu (隰有苌楚), tratta dall Libro delle Odi (I sezione, capitolo 13, n. 148), la più antica raccolta di poesie cinesi.

Il componimento è stato scritto probabilmente intorno al 1000 a.C ed è di ispirazione popolare. È diviso in tre brevi strofe di quattro versi ciascuna basate sulla ripetizione. Parla di uno stagno nel quale cresce una pianta di carambola, della quale il poeta elogia la delicatezza e l’abbandono a una condizione di libertà inconsapevole e idealizzata. Le interpretazioni sul suo significato non sono univoche, alcuni critici ritengono possa essere una velata dichiarazione d’amore, oppure un’elegia sull’impossibile felicità, come quella che potrebbe provare una pianta ignara di tutto, ben lontana dalla complessità e dei rapporti tra uomini e donne o comunque della vita dell’uomo. Altre letture ancora considerano questo tema in chiave sociale, espressione di un sentire prettamente aristocratico o, all’opposto, come la trasfigurazione della sofferenza patita da classi sociali soggette allo sfruttamento di quelle dominanti.

Ecco il testo in caratteri cinesi tradizionali:

隰有萇楚,猗儺其枝。夭之沃沃,樂子之無知。
隰有萇楚,猗儺其華。夭之沃沃,樂子之無家。
隰有萇楚,猗儺其實。夭之沃沃,樂子之無室。

La lingua è chiaramente molto arcaica, una traduzione in italiano potrebbe essere:

Nello stagno la carambola,
leggiadri i suoi rami.
Giovinezza turgida,
oh, la tua gioia di non avere consapevolezza!

Nello stagno la carambola,
leggiadri i suoi fiori.
Giovinezza turgida,
oh, la tua gioia di non avere famiglia!

Nello stagno la carambola,
leggiadri i suoi frutti,
Giovinezza turgida,
oh, la tua gioia di non avere casa!

Nel video la poesia viene letta in base alla ricostruzione della pronuncia di varie epoche:

  • antico Han (Dinastia Zhou, ricostruzione fonologica secondo Zheng Zhangxiangfang)
  • Han medio anteriore (Dinastie del nord e del sud)
  • Han medio tardo (Song del nord)
  • Han premoderno/moderno (delle pianure centrali)
  • Han attuale (putonghua)

Naturalmente il senso di distanza fonologica è maggiore nel caso delle pronunce più antiche, basate, come dichiara l’autore, sulle indicazioni del libro “Old Chinese Phonology”.

L’attenzione di questi giorni su diversi siti cinesi ha per lo più una chiave divertita e vagamente campanilistica, in quanto i commentatori di province del sud, come il Guandong, hanno rilevato parecchie somiglianze tra il suono del cinese medio e l’attuale cantonese, sottolineando e compiacendosi della discendenza diretta delle parlate locali dalla lingua classica. Quanto alla ricostruzione delle fasi più lontane, prevale la sorpresa, in quanto il suono del cinese antico appare del tutto incompatibile con quello attuale.

Sulla validità della ricostruzione però gli studiosi non sono unanimi e anzi ricordano che anche le ipotesi attualente più accreditate non hanno alcun riscontro ultimo, anche perché la scrittura cinese non è di tipo alfabetico e permette solo congetture indirette sulla corretta emissione. Inoltre alcuni commentatori hanno rilevato come l’autore del video enfatizzi i gruppi consonantici in modo forse eccessivo.

Immagine: un’antica edizione commentata del Libro delle Odi , alla pagina di Xi you changchu. Fonte.