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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Il primo mese lunare

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Sebbene la Cina moderna adotti il calendario occidentale, l’uso del calendario tradizionale lunare non è del tutto scomparso, anche perché collegato direttamente al calcolo delle feste principali dell’anno.

Infatti il meccanismo del calendario lunare, chiamato nongli (农历), fa sì che le sue date risultino “mobili” rispetto al calendario solare. Così, il giorno di capodanno (元旦, “prima alba”), è fissato nel primo giorno del primo mese lunare, ma rispetto al calendario gregoriano può cadere in date diverse, generalmente tra gli ultimi giorni di gennaio e i primi di febbraio.

Tra le varie particolarità e tradizioni connesse al calendario cinese, una riguarda il primo mese, zhengyue (正月). Da quanto spiega il prof. Wang Laihua, dell’Accademia di scienze sociali di Tianjin, il primo mese dell’anno non è sempre stato lo stesso durante il corso della storia cinese, ma cambiava a seconda delle dinastie.

Come risulta dagli annali, durante la dinastia Xia il calendario fissava il primo mese appunto nello zhengyue, ma poi la dinastia Shang lo spostò in quello che precedentemente era l’ultimo mese dell’anno; la dinastia Zhou invece considerò primo mese quello che nel calendario Shang era l’undicesimo. Con l’unificazione della Cina, l’imperatore Qin Shihuang fissò il capodanno nel primo giorno del decimo mese secondo il calendario Xia.

Già durante il regno di Han Wudi però la successione dei mesi ritornò ad essere quella del calendario Xia, e fu in quel periodo che la festa di primavera venne fissata nel primo giorno dello zhengyue, diventando poi la ricorrenza più importante dell’anno.

Una particolarità della pronuncia di zhengyue è che il carattere 正 – che in tutti gli altri contesti ha il quarto tono – deve essere invece pronunciato nel primo tono. Gli annali propongono una possibile spiegazione: l’imperatore Qin Shihuang, il cui nome autentico era Ying Zheng (嬴政), constatando l’identità di pronuncia tra il suo nome e quello del mese, ritenenne questa somigianza lesiva della sua maestà, e ordinò di modificare leggermente la pronuncia del mese, conservando in un certo senso l’esclusiva per sé.

L’inizio del nuovo anno per tradizione è accompagnato da una serie di feste accessorie e diverse tradizioni, per esempio non tagliarsi i capelli, non comprare scarpe, non sposarsi, non cucire, non traslocare, o per le donne sposate, non far visita ai genitori prima del secondo giorno dell’anno. Queste, come molte altre abitudini, si sono accumulate a partire dalle superstizioni nel corso dei secoli, ma adesso si vanno perdendo.

Immagine: una donna appende dei duilian auguraliFonte: qua.