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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Gli “ideogrammi complessi”

Tra i vari modi con i quali i caratteri cinesi sono formati, uno è particolarmente interessante: è il metodo dell’associazione di significati. Questi caratteri sono detti “caratteri associativi” (da “会意”, huìyì, “accostare significati”), o “ideogrammi complessi”: sono costituiti da più parti, e il significato deriva direttamente dalla somma del significato dei vari componenti, di solito due o tre.

Solitamente, tra chi non studia cinese è diffusa la convinzione che l’intera lingua scritta funzioni in questo modo, ma in effetti i caratteri che hanno questa struttura sono solo una piccola parte di quelli totali, e non sempre è facile riconoscerli. Quando li si trova, però, il piacere della decodifica ripaga la fatica dello studio, perché basato sul ragionamento più che sulla memoria. La loro etimologia ci mostra le abitudini, i valori e la cultura del popolo che li ha creati e utilizzati. Alcune volte questi valori sono ancora attuali, altre volte si percepisce una distanza storica notevole.

Un esempio di questi caratteri è quello delle varie combinazioni di 木 (“mù”): questo, da solo, significa “albero”. Ma lo si può trovare raddoppiato, 林 (“lín”) e significa “bosco” e triplicato 森 (“sēn”), col significato di “foresta”.

Ci sono diverse marche che hanno scelto tutti e tre i caratteri per il loro nome. Questa è una marca di scarpe.

Una marca con dei caratteri associativi, o "ideogrammi complessi"

Uno dei sistemi di formazione, come già visto, è la semplice moltiplicazione, con un rafforzamento del valore del componente originario. Avviene anche nella serie 人,从, 众, (rén, cóng, zhòng) rispettivamente “persona”, “seguire”, “pubblico”.
Si può trovare anche in 火, (huǒ “fuoco”) e 炎, (yán, “infiammazione”). Questo meccanismo è abbastanza prevedibile, specialmente quando tratta di oggetti e fenomeni visibili.

Un grado di astrazione maggiore però ha dato origine a dei caratteri molto più “belli”: per esempio, 休 (xiu, “riposare”), composto da un uomo ( 亻) che si appoggia ad un albero ( 木 ).
Oppure 初 chū (“inizio”), in cui si vedono delle forbici ( 刀 ) tagliare la stoffa ( 衣 ) per farne un vestito, un’azione che in effetti sta “all’inizio” della realizzazione del vestito. Per questo carattere esiste anche un’altra spiegazione ancora più affascinante, ossia che si voglia raffigurare il momento del taglio del cordone ombelicale al neonato, innegabilmente un “inizio”.

Alcuni caratteri “celebri” sono 明, míng (“brillante”, è il nome della dinastia Ming), formato dal sole 日 e dalla luna 月, o anche 家 (casa, famiglia). Questo rappresenta un maiale 豕 che sta sotto un tetto 宀. Naturalmente l’abitudine di tenere maiali in casa (senza allusioni) appartiene ad un’epoca arcaica…

Tra le spiegazioni ancora attuali c’è sicuramente “irrompere” ( 闯 chuǎng), descritto come un cavallo che sfonda una porta, e tra quelle insospettate al tempo della loro invenzione c’è 孕 yùn (“incinta”), in cui, come in una moderna ecografia, si vede un bambino ( 子 ) all’interno del grembo materno ( 乃, forma alternativa per 女 ).

Con l’evoluzione della grafia dei caratteri nel corso dei millenni, l’aspetto originario di alcuni caratteri si è perso, e così diventa più difficile riconoscere il contributo dei componenti. Secondo la spiegazione classica, 盗 (dào) il “ladro” era rappresentato dall’acquolina in bocca alla vista furtiva di una pietanza.

Una volta presa confidenza con questo sistema, si può cercare di leggerle come “associativi” anche caratteri che non lo sono: non è filologicamente corretto, ma può aiutare a memorizzarli.
A proposito di acquolina in bocca, questo, nonostante le apparenze, è solo un antico modo di indicare una stella: 呇.

N.b.: Per tutti gli esempi riportati, ho fatto riferimento a uno dei più grandi dizionari online, www.zdic.net, che include, tra l’altro, l’intero dizionario Kangxi.