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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Lanciata piattaforma online per le petizioni

Sito per presentare le istanze dei petitioners cinesi (xinfang)

Nel Guangdong è stato aperto da qualche settimana un servizio online pilota per la consegna e discussione delle petizioni. Come riportano molti giornali riprendendo il Nanfang Ribao, questo servizio, inaugurato il 26 settembre scorso, aggiunge il canale virtuale a quello reale in vigore da secoli*.

La modalità di dialogo prevede che il funzionario non appaia personalmente ma con un avatar dall’aspetto di un cartone animato (giudicato troppo serioso persino dagli stessi ufficiali), mentre il petitioner viene identificato grazie alla carta d’identità. Nell’articolo viene messo l’accento sui vantaggi di questo sistema, che permette di interagire con le autorità senza muoversi da casa e senza quindi impiegare il lungo tempo che era necessario fino ad adesso.

Durante una seduta inaugurale in presenza dei giornalisti, il segretario generale provinciale del comitato del partito, Xu Shaohua ha ricevuto alcune istanze dal canale video del sito della commissione provinciale per le petizioni. Appena Xu Shaohua ha acceso il computer i primi utenti hanno cominciato a richiedere l’accesso. Nonostante alcune funzionalità del sito fossero già attive da tre anni, questa è la prima volta che viene reso possibile interagire personalmente in video con le autorità, in una modalità che prevede la condivisione del video in streaming (per ogni persona che parla circa 1000 possono guardare), ma anche la possibilità di mantenere privata la conversazione.

Questa innovazione ha attirato l’attenzione degli utenti della rete: il vice segretario provinciale del comitato del partito, Wang Yanshi, ha fornito alcune cifre: durante il momento del collegamento in video erano connesse 24 mila persone, il numero di clic è stato di quasi 900 mila, e sono stati lasciati 998 commenti, numeri raddoppiati rispetto agli incontri precedenti. I commenti, sia di critica che di approvazione, vertevano su quanto veniva trattato dai petitioners e sullo svolgimento dell’incontro.

Xu Shaohua ha esaminato due commenti, dei quali uno chiedeva maggiore celerità nel risolvere i problemi, e l’altro lamentava l’onerosità l’inutilità di un procedimento che pure costa molta fatica. Il funzionario ha risposto che la fase che vede il cittadino, quella dell’istruzione della pratica, è la più semplice, ma in seguito nel “retroscena” i problemi vengono affrontati con maggiore attenzione e impiego di risorse.

Durante questo primo incontro, Xu Shaohua ha sentito sei persone di tre diverse città: nell’articolo ne vengono trattate due. La prima, la signora Huang, lamentava che il suo condominio era disturbato dall’eccessivo rumore dovuto ai lavori di costruzione dell’autostrada Canton-Shenzhen; la signora chiedeva pertanto che fossero installate delle barriere acustiche. Poi un contadino del villaggio di Zhuangtian ha denunciato che i lavori di sistemazione della vicina ferrovia ostruiscono le vie d’accesso al villaggio. Il sig. Xu, nel rispondere, ha assicurato che quanto richiesto è effettivamente legittimo, e ha provato ad indirizzare le persone verso gli organismi che dovrebbero garantire quanto richiesto.

Le città interessate dall’esperimento sono state tre, Jiangmen, Dongguan e Heyuan, ma si prevede di estendere il servizio entro quest’anno a tutte le città, ed entro il prossimo anno a livello delle contee. Il canale video è comunque solo uno dei servizi disponibili online: vi è anche la possibilità di presentare denunce e consigli, di informarsi preventivamente sugli orari di ricevimento dei funzionari, di seguire sul telefonino l’andamento della pratica, e altri ancora.

Per leggere la traduzione integrale dell’articolo, scrivere a info@cinaliano.it

Immagine: la home page del sito del Guangdong. Si viene ricevuti dalla signorina Nana, che invita a rivolgersi al banco dell’accoglienza per maggiori informazioni.

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Secondo un’antica tradizione cinese, se un suddito riteneva di avere subìto un torto da un funzionario locale poteva rivolgersi direttamente all’imperatore per chiedere giustizia presentando un “petizione”. Questa tradizione è tuttora viva, e prende il nome di xinfang (信访).

La legislazione attuale cerca di limitare il ricorso diretto alle autorità della capitale, e chiede ai cittadini di rivolgersi in prima istanza alle autorità della propria provincia, che però di solito sono la causa dei malcontenti. Così chi vuole rivolgersi ad un’autorità di grado più elevato dovrà spostarsi a Pechino, dove però sono frequenti i casi di sequestro abusivo e maltrattamenti per impedire la consegna delle petizioni.