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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Forchette VS Bacchette 叉子或者筷子

Kuaizi

Forchetta: sostantivo femminile diminutivo del termine forca, indicante un utensile da tavola, in particolare una posata da cucina, formata da un manico e all’estremità opposta da due o più rebbi disposti a pettine. Il materiale di cui è composta è generalmente metallo, acciaio o plastica ed il suo uso è quello di infilzare cibi e portarli alla bocca.

Le origini della diffusione delle forchette non sono ben chiare, in quanto nei tempi antichi, per mangiare si utilizzavano di consueto le mani. Pare che nell’impero romano d’Oriente, nelle case di alcune famiglie di rango nobile, cominciarono ad apparire dei piccoli ditali d’argento, ottimi per non scottarsi e per evitare di sporcarsi le dita. Questi piccoli affari sono con tutta probabilità gli antenati delle posate che troviamo quotidianamente sulle tavole dell’Occidente. Dal Medioevo in avanti si nota il diffondersi e l’evolversi di strumenti acuminati per infilzare i bocconi e rendere più agevole il contatto coi cibi caldi e scivolosi (un esempio su tutti gli italianissimi spaghetti).

筷子: kuàizi è la parola cinese usata per indicare le bacchette, il primo carattere è composto da 快 (parte fonetica, pronunciato kuai) che significa veloce, rapido e da 竹 (parte semantica) che indica il bambù. Le bacchette sono una coppia di bastoncini di pari lunghezza con un’estremità quadrata (quella con cui si tengono) e l’altra rotonda (quella con cui vengono a contatto con il cibo). Di origine antica, nascono in Cina e si diffondono in diversi paesi dell’Asia sud-orientale quali in Giappone, Corea, Tailandia, Vietnam, Singapore, Nepal; di recente hanno fatto la loro comparsa anche nei ristoranti che propongono cucina orientale in Occidente.

Ne esistono di vari materiali, legno, metallo, bambù e plastica, con decorazioni e forme diversificate, a seconda del livello di formalità dell’occasione nel quale utilizzarle.

Sia per quel che riguarda l’uso delle forchette che per quello delle bacchette esiste una precisa etichetta che indica quali sono le norme appropriate da seguire: secondo le regole del Galateo italiano, la forchetta va impugnata con la mano sinistra o con quella destra, i rebbi vanno rivolti verso l’alto per portare comodamente il cibo verso la bocca. Nel caso in cui si facesse uso del coltello, la forchetta passerà alla mano sinistra, lasciando alla destra il compito di tagliare. Durante il pasto, quando non utilizzata, la forchetta non va posata ai lati del piatto con il manico sulla tovaglia, in quanto c’è il rischio di sporcare con macchie di sughi e condimenti i tessili che ornano il banchetto.

Nelle pause, le posate sono da sistemare nella posizione che richiama le 20:20 dell’orologio, mentre a conclusione, coltello e forchetta saranno sistemati parallelamente in direzione delle 6:30. Bisogna inoltre ricordare che ad ogni pietanza è abbinata una posata specifica: da quelle per antipasti, solitamente  di formato più piccolo, posizionate al lato più esterno rispetto al piatto, per poi scalare verso l’interno per i piatti successivi.

Ci sono inoltre alcune posate che hanno impieghi speciali, come la forchetta a tre rebbi per il pesce o la forchettina per il dolce, che vengono utilizzate esclusivamente per consumare determinati alimenti. Tutto quanto è in tavola va mangiato con le posate,  ed esse sono riservate a ciascun commensale, ne vengono inoltre messe a disposizione altre per servire il cibo nei singoli piatti.

Per il bon ton cinese, le bacchette vanno tenute nella stessa mano, solitamente la destra, tra il pollice e le altre dita a formare una sorta di pinza, che ha il compito di afferrare piccole quantità di cibo, poggiarle nella propria ciotola e poi accompagnarle verso la bocca. Le bacchette non sono utilizzate soltanto per mangiare, ma anche per mescolare i cibi nelle pentole, afferrare riso e pietanze dai contenitori al centro del tavolo e trasferirli alla propria ciotola. Vietato usarle per fare rumore, attirare l’attenzione, giocherellare.

Sul tavolo viene generalmente posizionato anche un piccolo sostegno a forma di luna chiamato poggia-bacchette sul quale possono essere collocate orizzontalmente quando si fa una pausa durante il pasto o al suo termine: è bene tenere a mente, onde evitare gaffe, che le bacchette non vanno appoggiate verticalmente nella ciotola o nei piatti perché ricordando gli incensi accesi in onore dei defunti, e ciò è considerato segno di ostilità nei confronti del padrone di casa. Possibile invece senza essere considerati maleducati, è lo spostare il cibo con le bacchette da una ciotola ad un’altra o tra i vari commensali (soprattutto con persone con stretta parentela), ed è segno di rispetto servire gli anziani per primi ad inizio pasto.

Bacchette e forchette, in soldoni, hanno la medesima funzione. Quel che cambia è come si utilizzano, i cibi che afferrano e le regole del ben comportarsi a tavola. Per un riso colloso e dei cibi tagliati a dadini sono ottime le bacchette mentre per pietanze a base di pasta e sughi sono decisamente più comode le forchette. Quindi a seconda di quel che andrà a riempire lo stomaco si potrà scegliere lo strumento più agevole e comodo tra quelli che negli anni sono stati inventati e man mano migliorati a seconda delle esigenze degli utilizzatori.

A chi una sera si farà prendere dalla curiosità di entrare in un ristorante cinese, ecco di seguito qualche dritta ad hoc per saggiare la propria maestria con le bacchette:

  1. Prendere una bacchetta e metterla tra il palmo della mano e la base del pollice, usando il dito anulare per sostenere la parte inferiore della bacchetta. Con il pollice, spostarla verso il basso mentre l’anulare fa un movimento verso l’altro, in questo modo, dovrebbe rimanere fissa e stabile;
  2. Usare le estremità di pollice, indice e medio per tenere l’altra bacchetta come fosse una penna da impugnare, cercando di allineare le punte delle due bacchette;
  3. Ruotare la bacchetta superiore in alto e basso verso quella inferiore fissa e provare ad agguantare un pezzetto di cibo.

Fare un tentativo una sera sarà di certo divertente, probabilmente spassoso per lo staff cinese del locale, e sarà anche un modo per chi è avvezzo all’amata forchetta di sentirsi un po’ più in sintonia coi tanti visi cinesi che sempre più facilmente si incontrano sulle strade italiane.

Immagine: foto di Lohb, modificata. Licenza: CC by-sa