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Facce da Gaokao: il primo giorno

Oggi è il primo giorno della sessione 2011 del Gaokao, e la Xinhua ha pubblicato una galleria di foto intitolata “Espressioni del Gaokao“, che ritrae appunto i volti dei familiari degli studenti (per vedere le foto successive basta cliccare sulle immagini).

Come previsto, infatti, anche quest’anno il Gaokao ha visto la partecipazione non solo degli studenti, ma anche delle loro famiglie al completo.

Gli iscritti e partecipanti sono 9,33 milioni di ragazzi, poco meno dell’anno scorso. Diminuisce di circa il 15% invece il numero di studenti che riprovano dopo avere fallito l’anno scorso. Il numero chiuso per le università è fissato a 6,75 milioni di posti, quindi circa il 72% dei partecipanti. Questo vuol dire che due milioni e mezzo di studenti non saranno ammessi agli studi universitari.

Immagine di genitori cinesi che aspettano l'uscita dei figli dal Gaokao 2011

Nelle immagini proposte vediamo genitori – e qualche nonno – che aspettano ansiosi l’uscita dei loro figli. In altre foto si vedono dei ragazzi festosi che abbracciano i genitori o salutano gli insegnati dopo la prima prova scritta.

Gli studenti ritratti in queste foto sembrano abbastanza tranquilli, ma le condizioni sono tese: basta il sospetto di falsificazioni per essere espulsi. Intanto si ha notizia dell’arresto di 64 persone sospettate di avere venduto dispositivi elettronici vietati, come micro cuffie e telecamere.

Le emozioni dei ragazzi possono essere lette attraverso il servizio di microblogging Weibo (il sosia cinese di Twitter), nell’account “gaokao“, con un occhio anche ai poveri genitori costretti ad “abitare” per giorni su dei pullman pur accompagnare i figli.

Allo stesso tempo sono apparsi articoli come questo, in cui l’autore confuta la convinzione che chi non ha superato il gaokao non sia una persona “perfetta” (完美), e assicurando che l’importante non è il risultato, ma l’esperienza accumulata. In sostanza si dice che nella vita non è tanto importante il singolo traguardo, quanto avere costruito un percorso ricco di esperienze.

P.s.: L’autore dell’articolo ricorda il proverbio: “Il vecchio della frontiera ha perso il cavallo, ma non è detto che sia un male” (塞翁失马,焉知非福, che corrisponde a “Non tutti i mali vengono per nuocere”).

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