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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Tempo di esami, fra poco comincia il Gaokao (高考)

Per gli studenti di tutte le età, maggio è uno dei mesi più faticosi: anche si è stanchi dello studio di un anno, si cerca di migliorare il proprio rendimento o di recuperare cattivi voti; per alcune classi è ancora peggio, perché ci sono “gli esami”.

In Cina, per gli studenti delle suole superiori, si avvicina il temutissimo “Gāokǎo“, 高考*, l’esame di ammissione all’Università. E’ un esame a numero chiuso su un scala nazionale, che ha un’importanza capitale, dal cui esito può dipendere il futuro.
Solo chi è ammesso, infatti, potrà accedere all’università, avendo così (quasi) garantita una posizione lavorativa prestigiosa e ben pagata; chi invece non supera l’esame dovrà aspettarsi di “arrangiarsi”, forse per tutta la vita. Non sorprende quindi che la preparazione a questo esame sia fonte di grande apprensione per gli studenti e le loro famiglie.

L’anno scorso i candidati erano quasi 10 milioni, con un numero di posti disponibili di circa 6 milioni e mezzo, quindi non molto più della metà dei partecipanti. Quest’anno i candidati saranno circa 30000 in meno, seguendo una tendenza alla diminuzione che è iniziata da qualche anno.

Nelle sue varie fasi, l’esame dura in totale circa tre giorni, mattina e pomeriggio. Tutte le prove sono scritte e a risposta chiusa; a parte alcune differenze locali, ci sono tre materie obbligatorie, Cinese, Matematica e Inglese, e poi ancora due materie del proprio indirizzo, scelto fra scientifico e umanistico.

Il contenuto del test è unico, con poche eccezioni, e questo, che in principio dovrebbe garantire uniformità di trattamento, si traduce a volte in uno svantaggio a carico degli studenti provenienti dalle regioni meno sviluppate, o dove la popolazione non parla cinese mandarino, come in alcune zone delle Regioni Autonome. Gli studenti sono tenuti a sostenere l’esame nel luogo di residenza, con ulteriori disagi per chi vive lontano.

Nelle settimane precedenti all’esame, gli studenti si dedicano totalmente allo studio, dimenticando ogni altro impegno; le famiglie a loro volta vigilano sullo studio dei figli, cercando di lasciarli lavorare al meglio: di solito, i genitori provengono dalle generazioni in cui gli studi erano riservati a pochissimi, e così concentrano sul figlio unico un’attenzione a volte francamente eccessiva, e riversano su di lui speranze e ambizioni di una vita. Superare l’esame è sentito come un obbligo anche sociale, non superarlo fa “perdere della faccia” a tutta la famiglia.

Questa tensione può iniziare già da molti anni prima del Gaokao: non sono poche le famiglie che cercano di orientare gli studi e lo stile di vita dei figli già a partire dall’infanzia, e che spendono cifre considerevoli per assicurare loro la migliore formazione.

La procedura di assegnazione dei posti è molto complessa, e si basa solo in parte sulle preferenze dei candidati: appena dopo l’esame, gli studenti esprimono tre preferenze sull’Università che intendono frequentare, indicando il nome e la facoltà. In generale si punta ad un nome celebre, garanzia di qualità e di sbocchi lavorativi… e magari anche di conoscenze giuste.

E’ una scelta difficile, perché ogni università accetta un numero diverso di studenti da ciascuna provincia, con una preferenza per le aree più ricche e sviluppate o le più vicine. Se uno studente sceglie la prestigiosa Beida (l’Università di Pechino) ma non è tra i primi della sua provincia, non sarà ammesso; non gli resta allora che optare per la seconda scelta, e così via. Se nessuna delle tre scelte è possibile si viene “retrocessi” a dei corsi di formazione meno prestigiosi.

Il punteggio ottenuto quindi non è tutto: conta molto anche avere fatto una scelta giusta, e non ultimo avere dei buoni guanxi (关系), quelle “relazioni sociali” molto simili alle “raccomandazioni”… Esistono in compenso quote fisse per le minoranze etniche, e borse di studio per i migliori, visto che le rette sono molto elevate, fino a 5-6000 RMB (5-600 Euro).

Durante lo svolgimento dell’esame l’intera comunità cittadina è tenuta a non fare rumore nei pressi delle scuole e a fermare i cantieri: c’è chi ha già iniziato con “i giorni del silenzio”.

Quando gli studenti escono dalla prima sessione tornano a studiare: per tre giorni non si parla con nessuno!
Il risultato viene pubblicato dopo circa un lunghissimo mese, e ancora qualche giorno dopo arriva la lettera di ammissione: fino a quel momento le giornate si passano a controllare la cassetta della posta.

I licei che sono riusciti a “sistemare” molti studenti se ne vantano per anni, e pubblicano elenchi dei loro alunni prodigio: questa è l’immagine di un “Albo d’oro del Gaokao 2009 della scuola Kuiguang”, a Guilin.

Alunni che hanno superato lìesame di ammissione alle università cinesi, detto Gaokao (高考)

La maggior parte degli studenti ha trovato un posto vicino casa, ma c’è anche qualcuno che inizierà una nuova vita a Pechino o Shanghai.

Poi ci sono quei pochi studenti privilegiati che hanno meriti tali da non dovere affrontare l’esame: sono i “bǎsòngshēng” (保送生). Sono studenti che per esempio hanno i voti più eccellenti, o hanno vinto premi di cultura, o si sono distinti in qualcosa.

Elenco di studenti che grazie ai loro meriti non dovranno fare il gaokao

In bocca al lupo! 祝你好运!

Update: Quest’anno gli studenti interessati saranno circa 9.330.000, 240000 in meno dell’anno scorso. Vedi anche la galleria fotografica della Xinhua.

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高考 è un’abbreviazione del ben più completo 中华人民共和国普通等学校招生全国统一试, Esame unificato di ammissione degli studenti ai corsi di studio superiori ordinari della Repubblica Popolare Cinese.

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