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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Cinesi in viaggio

Shanghai - Vista di Pudong dal Bund

Negli ultimi anni, grazie al miglioramento del tenore di vita, sempre più cinesi approfittano delle ferie estive e delle vacanze scolastiche dei figli per viaggiare all’estero. Sebbene le mete più frequentate rimangano soprattutto quelle più vicine per distanza fisica e culturale, l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) rileva che il numero di viaggiatori che scelgono l’Europa e l’Italia aumenta costantemente.

Il Ministero degli Affari Esteri cinese, consapevole delle difficoltà che molti viaggiatori affrontano in un contesto culturale del tutto nuovo, spesso per la prima volta nella loro vita, ha preparato nel 2009 un breve vademecum di “consigli per i viaggiatori”. Il titolo è appunto “Galateo per i cittadini cinesi all’estero”, una ventina di suggerimenti suddivisi trgli ambiti dei rapporti sociali, del comportamento individuale e per le imprese. Il cinese all’estero, in quanto ambasciatore del suo Paese, deve ricordare di far parte di un grande popolo, mostrare autostima e tenere un comportamento educato.

Alle imprese viene ricordato di comportarsi secondo le leggi locali e pensare a stabilire rapporti paritari e di mutuo profitto anche nel lungo termine. Ai turisti si raccomanda di adeguarsi alle abitudini locali, di comprendere la cultura, la storia dei luoghi visitati, e soprattutto di tenere un profilo per quanto possibile basso.

Oltre alle consuete norme di buona educazione, però, nel foglio si trovano alcune raccomandazioni nelle quali è facile riconoscere alcune abitudini particolarmente diffuse in Cina, ma ben poco apprezzate all’estero. Eccone alcune:

Essere misurati: trattare il prossimo secondo un principio di parità, senza vantarsi eccessivamente ma nemmeno sminuirsi senza motivo.

Rispettare le differenze culturali: tenere a mente le differenze di abitudini, e rispettare i comportamenti dovuti al credo religioso o politico del prossimo. E quindi anche tenere un adeguato contegno nelle chiese o nei templi.

Integrarsi: prendere l’iniziativa di integrarsi nella società straniera, imitandone le abitudini (入乡随俗), per migliorare l’armonia e lo sviluppo dei rapporti personali.

Costruire la fiducia: rispettare la parola data, essere leali e coerenti con quanto affermato, per assicurare un migliore rapporto e favorire la comunicazione e la comprensione reciproca.

Rispettare le regole: comprendere cosa è permesso e cosa no, rispettare i divieti, e comunque regolarsi secondo il principio di “non fare ad altri quello che non vuoi che sia fatto a te” (己所不欲,勿施于人).

Onorare la patria: evitare atteggiamenti o argomenti di discorso che portino disonore alla Cina. Mettere in buona luce la cultura del popolo cinese; in definitiva comportarsi da “cinese educato”.

Nei luoghi pubblici: non togliersi le scarpe, non vestire troppo succinti, o col petto scoperto, non usare stuzzicadenti in pubblico, non sputare, non circolare in pigiama fuori dagli ambienti appropriati, e non starnutire o fumare in faccia alle persone.

Nei confronti degli altri: non imprecare, non insultare; rispettare donne, anziani, malati, invalidi. Non insistere per farsi fotografie con gli stranieri (raccomandazione quantomai utile anche in Cina).

Ordine pubblico: rispettare le code, non innescare lotte per il posto a sedere nei mezzi pubblici. Astenersi da comportamenti illeciti quanto a prostituzione, droga, gioco d’azzardo (in cinese esiste una abbreviazione, 黄赌毒).

Durante la conversazione: evitare di fare domande su argomenti personali come età, stato civile, figli, stipendio o convinzioni religiose.