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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Cina: tra poco in vigore la “legge del cane unico” di Shanghai

Fino a qualche decennio fa, in Cina era abbastanza difficile trovare degli animali domestici, considerati da Mao un lusso di tipo “borghese”, e quindi da estirpare.

Negli ultimi anni, invece, grazie alla crescita del tenore di vita, l’urbanizzazione, l’occidentalizzazione, sono cominciati a spuntare dappertutto gatti ma soprattutto cani, specialmente se di razza pregiata, sfoggiati come status symbol. E’ così diventato consueto vedere nel tardo pomeriggio affettuosi padroncini portare al passeggio cani di ogni taglia e di ogni “nobiltà”, così come numerosi negozi dove gli animali vengono esposti e accuditi al meglio, o saloni per la cura del pelo, e giocattoli, cibo, e tanto altro.

Come era prevedibile però, la tendenza è diventata moda, e in poco tempo il risultato è stato che nelle città più grandi anche i cani hanno cominciato a essere troppi. Da cui la nascita di regole e regolamenti per contenerne il numero e il tipo.

Nell’immagine sotto, un manifesto con il regolamento per la città di Canton, dove vengono mostrati alcuni cani considerati pericolosi e pertanto vietati (in alto a destra viene citato anche il cane corso, scritto in italiano).

Lista di razze canine esposta nella metropolitana di Canton

Tra pochi giorni, a partire dal 15 maggio, dovrebbe entrare in vigore a Shanghai un regolamento comunale che pone regole ancora più restrittive per il possesso di cani.

Come riportava anche l’agenzia giornalistica Xinhua * a febbraio scorso, è stato infatti pubblicato un Regolamento della Città di Shanghai sull’amministrazione dei cani”, che impone ai proprietari residenti nelle “zone urbane” (un termine criticato per la sua poca precisione) una serie di obblighi, tra cui quello di vaccinare i propri cani e contrassegnarli con un chip, a proprie spese. Altre norme vietano di possedere più di un cane per famiglia (norma ribattezzata “la legge del cane unico”), illustrano le zone vietate, e puniscono i maltrattamenti. In linea di massima si tratta di un regolamento che impone al padrone di prendersi cura del suo animale, assumendosi le responsabilità degli eventuali danni.

Come è stato già commentato a Shanghai, uno dei punti più controversi è quello del “cane unico” (in realtà “una famiglia, un cane”, “一户一犬”), e cosa si dovrebbe fare dei cani “in eccesso”.

Il vicedirettore della squadra di sicurezza pubblica di Shanghai, Sun Weihua, ha spiegato la regola è valida solo per i cani non ancora registrati.

All’origine di questa regola ci sarebbe il tentativo di limitare le evasioni sul pagamento della tassa dei cani, spesso aggirata in vario modo dai cittadini di Shanghai. La registrazione obbligatoria renderebbe più difficile sottrarsi al pagamento, che va da circa 1000 a circa 2000 Yuan all’anno (tra 100 e 200 Euro circa).
La registrazione, e l’applicazione del chip dovrebbero rendere più semplice l’aggiornamento dell’anagrafe canina.

Le autorità calcolano in circa 100.000 i cani non registrati; e per scoraggiare la riproduzione, offrono una riduzione del 50% della tassa per ogni cane di cui viene certificata l’avvenuta sterilizzazione.

Altri articoli stabiliscono regole sul comportamento dei proprietari, contro il maltrattamento, l’abbandono, il guinzaglio, regole che in occidente possono sembrare ovvie, ma che non lo sono dove la convivenza con gli animali domestici e i “pets” data da relativamente poco tempo.

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Nell’articolo del sito cinese c’è una vignetta ambientata allo sportello per la registrazione dei cani. L’impiegato dice all’utente. “Se non pagate la tassa, chi ci mantiene?”

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