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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

La Cina consegna la sede dell’Unione Africana

La Cina costruisce in Etiopia la sede dell'Unione Africana

La Cina ha terminato ad Addis Abeba in Etiopia la costruzione della colossale sede dell’Unione Africana. L’edificio è stato costruito da 1200 operai cinesi ed etiopi che hanno lavorato alternandosi notte e giorno per consegnare l’opera in tempo per l’inaugurazione. La sede contiene una sala congressi da 2500 posti, un eliporto e un ufficio per 700 persone. Si tratta di uno principali progetti d’aiuto che la Cina ha offerto all’Africa, almeno per quanto riguarda il costo, 200 milioni di dollari.

L’interesse che la Cina manifesta da tempo per l’Africa è di tipo economico (risorse energetiche e materie prime) ma anche politico, in quanto mira ad assicurarsi il sostegno dei paesi africani presso l’ONU e nei complessi equilibri della regione.

La notizia è stata presentata nei media cinesi come un tangibile segno dell’aiuto economico e della comune lotta alla povertà, e come un segno della crescente integrazione della Cina con i paesi stranieri; non tutti però, hanno accolto favorevolmente l’utilizzo di tanto denaro pubblico in un progetto che sembra beneficiare ben poco le popolazioni locali. Nel forum di Ifeng molti dei commenti dei lettori sono per lo più poco entusiasti. Il dibattito verte sia sull’opportunità strategica di una tale mossa, sia sull’ammontare della cifra, che a molti sembra comunque eccessiva.

Aiwanwan si chiede retoricamente cosa può esportare la Cina che non sia cemento e soldi; Da Caibing gli risponde che in effetti in questo modo vengono esportati grandi capitali, togliendoli ai cittadini cinesi, e per di più per scopi che non hanno niente di nobile.

Bxwjd fa del sarcasmo sulla vanagloria di chi parteciperà alle riunioni dell’Unione Africana, immaginando che i funzionari locali saranno soddisfatti della maestosità della struttura dimenticando i veri problemi dei loro Paesi. Altri lettori rispondono che sarebbe stato meglio spendere invece questa somma per le popolazioni, e guadagnarsi la riconoscenza di persone in difficoltà invece che dei burocrati. Il problema principale degli africani non è infatti fare congressi, come si vede chiaramente dalla grande povertà che circonda l’edificio.

A questo proposito in molti ribattono che questi soldi sarebbero stati meglio spesi direttamente in favore delle popolazioni locali, e altri sollevano l’obiezione che la Cina stessa non è nelle condizioni economiche di privarsi di tanto denaro per aiutare paesi stranieri. Secondo l’utente Zhongguo Pingmin JC le strade di campagna cinesi non sono quasi mai asfaltate, per cui sarebbe il caso per prima cosa di renderle percorribili e rendere meno difficile per i bambini andare a scuola.

Yasong Guofeng spiega però che questa spesa va letta come un investimento per migliorare i rapporti con i Paesi africani e assicurarsi le loro forniture di petrolio, visto che quelle mediorientali sembrano sempre meno affidabili a causa della persistente instabilità della regione. A suo dire bisogna vedere le cose in un’ottica più ampia e considerare che questo modo di procedere è ragionevole per un Paese nelle condizioni della Cina. In questo senso vanno altri commenti che considerano tutta la faccenda un semplice investimento dal quale bisogna però aspettarsi un guadagno.

Non pochi commentatori rilevano infine che la struttura, per quanto maestosa ed elegante, non si adatti allo stile architettonico locale, finendo per essere una replica dello stile occidentale.

L’utente nwy5224693, giocando sulla parola “Paese” (in cinese letteralmente “Stato-casa”) dice che assicurare un adeguato tenore di vita ai cittadini deve essere prioritario rispetto alle strategie politiche, visto che una casa senza Stato rimane una casa, mentre uno Stato senza casa è solo una “cuccia del cane”.

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Fonte immagine: Galleria su News.163

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