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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

La benzina aumenta fino a…

Il prezzo della benzina al distributore è aumentato vistosamente anche in Cina: in questo articolo del Lifeweek viene fatto il punto dela situazione.

[Estratto dell’articolo: “Quanto manca all’epoca della benzina a 10 Yuan? Dubbi sulla specificità del prezzo della benzina in Cina]

Lo scorso 20 marzo il prezzo del petrolio raffinato è nuovamente cresciuto, e a Pechino, Shanghai e altre grandi città il prezzo del diesel ha raggiunto gli 8 Yuan al litro (circa 95 centesimi di Euro), facendo entrare il paese nel “periodo degli 8 Yuan”. Considerando che a metà del 2005 il prezzo della benzina non raggiungeva i 4 Yuan e che in meno di 7 anni il suo prezzo è raddoppiato, vediamo che questo incremento è molto superiore all’inflazione riferita allo stesso periodo.

Ogni aumento del prezzo della benzina provoca forte scontento tra i cittadini, ma in particolare stavolta, dopo il superamento degli 8 Yuan al litro. La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (发改委) spiega che sta facendo il possibile per affrontare il problema, come prolungare il periodo di aggiustamento dei prezzi e ridurre l’inflazione, tuttavia questo non ha convinto i cittadini. In un periodo in cui il prezzo del petrolio continua a crescere nel mercato internazionale, l’imbarazzo della Commissione è sempre più evidente: quando l’aumento dei prezzi è piccolo le potenti compagnie petrolifere lamentano di subire del danno economico per il processo di raffinazione, d’altra parte se il prezzo aumenta velocemente sono i consumatori a rimetterci.

Le autorità politiche hanno esercitato da sempre uno stretto controllo sull’incremento del prezzo dei beni, a partire dalla semplice verdura per finire agli appartamenti, e hanno utilizzato vari strumenti per contrastare questa tendenza, ma nel regolare i prezzi del petrolio l’efficacia non è stata pari alle aspettative. Una delle ragioni principali sta nei meccanismi di decisione del prezzo del petrolio raffinato in Cina.

Prima del 2000 la decisione del prezzo del petrolio in Cina era essenzialmente politica; negli ultimi 10 anni però si son succedute numerose riforme, così che il prezzo del petrolio in Cina si è avvicinato lentamente ai mercati internazionali. Allo stesso modo anche i processi di gestione dei prezzi sono passati da interamente politici a gestiti dal mercato; solo che siccome le riforme non sono state sempre complete, ancora oggi le porzioni determinate dal mercato rimangono in secondo piano rispetto a quelle decise dal governo.

A causa delle particolarità riguardo alla definizione del prezzo del petrolio le modalità di intervento del governo non possono essere efficaci come nel caso degli appartamenti. Fra le cause principali c’è lo scarso potere della Cina di decidere il prezzo sui mercati internazionali (nonostante la sua importanza come secondo paese consumatore mondiale), e, sul piano interno, la grande influenza dei monopoli statali, sui quali lo stesso governo non ha sufficiente influenza. Con queste premesse è forte la preoccupazione che la benzina possa prima o poi arrivare fino a 10 Yuan. Se l’aumento dei prezzi prosegue come negli ultimi mesi, questa soglia potrebbe essere raggiunta in un trimestre, o ancora prima se la situazione di Iran e Siria dovesse peggiorare.

Le conseguenze degli aumenti dei prezzi della benzina sono sofferte particolarmente dalle classi medie, che sono le uniche che non ricevono aiuti statali: infatti quando il prezzo cresce lentamente le compagnie petrolifere monopoliste ricevono ingenti sussidi, e quando il prezzo cresce troppo è il settore primario a ricevere sovvenzioni. Questo sistema, oltre a non essere equo, distorce una ottimale distribuzione delle risorse e alcuni meccanismi del mercato dei prezzi. Le compagnie petrolifere approfittano dei ribassi per chiedere elevate somme al governo (suscitando lo sdegno dei cittadini), e del resto anche gli aiuti all’agricoltura, per quanto sostengano la capacità produttiva del paese, alterano la normale distribuzione delle risorse, e provocano irregolarità nei prezzi dei sottoprodotti alimentari.

Tra le prossime riforme del sistema di decisione dei prezzi del petrolio un posto importante è riservato all’azione di una leva fiscale (税收杠杆), uno strumento dell’economia di mercato: quando i prezzi si mantengono alti si attua una riduzione delle tasse per diminuire l’impatto sui cittadini e sull’economia, e quando i prezzi sono bassi si aumentano le tasse per evitare un eccesso nei consumi e proteggere l’ambiente.

Una delle misure finanziarie di quest’anno è una riduzione strutturale del carico fiscale, e se la benzina dovesse arrivare a 10 Yuan al litro, il mercato del prezzo del petrolio potrebbe essere un ambito di applicazione. Il prezzo totale della benzina in Cina è formato da tre parti: il 60% è rappresentato dal costo della materia prima, il 30% sono le tasse, infine c’è il costo del lavoro e della distribuzione, che però non arriva al 10% del prezzo finale. Di questi fattori, l’unico sul quale il governo può intervenire è solo il segmento della tassazione, i cui vantaggi riguardano tutta la popolazione e sono quindi più equi rispetto ai sussidi per settore. In caso di raggiungimento del tetto dei 10 Yuan al litro, l’unico modo per placare i malumori dei cittadini è proprio una riduzione delle tasse.

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