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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

La tua testa è mia – il Chinglish

Da quando la Cina, dopo il lungo periodo di chiusura verso l’esterno, ha permesso l’entrata in massa degli stranieri, ha dovuto affrontare – tra l’altro – il problema di tradurre per loro i nomi cinesi e le indicazioni essenziali, a partire dai cartelli stradali e dai menu nei ristoranti, per finire con i contratti e i trattati internazionali.

Per semplificare il lavoro, gli sforzi sono stati concentrati solo sull’inglese, considerato senza esitazioni la lingua comune di tutti i turisti, da qualunque parte del mondo essi provengano.

Ecco quindi che – con una costanza davvero encomiabile – i cartelli stradali, i nomi dei luoghi, delle strade, degli uffici, sono stati tradotti in inglese in gran parte del territorio cinese.

Si tratta di un lavoro senza fine, specialmente da quando gli scambi sono sempre più fitti. Un altro aspetto irrisolto è quello della qualità della traduzione, in un Paese dove fino a tempi recenti non c’era una conoscenza diffusa dell’inglese; per ottenere una quantità così sterminata di traduzioni si è quindi fatto spesso ricorso a software automatici, amici, al collega che è stato due mesi in Inghilterra, e così via, con risultati intuibili.

Senza contare il problema tutto orientale della difficoltà gran di parte della popolazione di interpretare, leggere e comunicarsi i caratteri latini. Deve essere anche a causa di quest’ultimo fattore che le traduzioni dal cinese (ma anche da altre lingue che non usano l’alfabeto latino) presentano una quantità di refusi notevole.

L’inglese maccheronico che ne deriva ha persino un nome, Chinglish; in rete se ne trovano diversi esempi spassosi.

Chinglish - la tua testa è mia

Questo cartello voleva avvertire “attenti a (non) sbattere la testa”, 当心碰头: corrispondente all’inglese “Caution, mind your head”; ma è bastato scrivere male la “d”, e il risultato è stato “Mine your head”, cioè “Mina la tua testa”, oppure, poeticamente, “la tua testa è mia”…