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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Raccogliere le frecce con navi e paglia – 草船借箭

All’origine di questo chengyu c’è una delle innumerevoli storie narrate nel Romanzo dei tre regni, uno dei quattro grandi classici della letteratura cinese, dal quale è stato tratto il recente film La battaglia dei Tre Regni.

Il senso del chengyu è “raggiungere i propri obiettivi utilizzando le risorse dell’avversario”; letteralmente 草船借箭 (cǎo chuǎn jiè jiàn) sta per “ottenere frecce con erba e navi”. L’episodio è descritto nel capitolo 46, e inizia con un dialogo tra il generale Zhou Yu (周瑜) e l’immancabile Zhuge Liang (诸葛亮, nel testo originale chiamato però con l’appellativo Kong Ming, 孔明), primo ministro dello stato Shu e astuto condottiero.

Questa è una lettura della parafrasi in cinese moderno.

Il generale Zhou Yu, invidioso dell’astuzia di Zhuge Liang, decise di metterlo in difficoltà con una richiesta del tutto impossibile: reperire entro dieci giorni centomila frecce nuove per respingere un prossimo attacco del re nemico Cao Cao. Zhuge Liang, per nulla preoccupato, ribatté che dieci giorni erano persino troppi, e che tre sarebbero stati sufficienti. Ne era talmente sicuro che garantì con la sua vita.

Zhou Yu acconsentì, certo di un fallimento, poi mandò il generale Lu Su a sorvegliarne il lavoro. Lu Su trovò Zhuge Liang preoccupato per la riuscita dell’impresa, e lo biasimò per la sua avventatezza. Zhuge Liang però richiese il suo aiuto: gli ordinò di approntare venti navi, ognuna delle quali equipaggiata con trenta soldati, e rivestita di un panno scuro; su ogni nave, su entrambi i lati, dovevano essere sistemati almeno mille fasci di erba: in questo modo entro tre giorni avrebbe ottenuto le centomila frecce stabilite. Il piano doveva però rimanere segreto a Zhou Yu, per evitare un suo probabile sabotaggio.

Lu Su non capì il motivo di tanto riserbo, ma comunque, incontrato Zhou Yu, spiegò che Zhuge Liang non stava preparando nessuno dei materiali che tipicamente servivano per fabbricare le frecce, suscitando le perplessità di Zhou Yu. Intanto, Zhuge Liang, ottenute le navi, per due giorni non fece altro. Solo il terzo giorno, arrivata la sera, invitò Lu Su a salire su una nave “per andare a raccogliere le frecce”, senza spiegare oltre.

Prima dell’alba, coperti da una fitta nebbia che stagnava sul fiume, Zhuge Liang fece legare le navi in modo da formare una lunga fila, e la fece sistemare di fronte all’accampamento del nemico Cao Cao; quando tutto fu predisposto, diede l’ordine di rullare i tamburi di guerra e di fare più schiamazzo possibile, simulando un grande attacco. Zhuge Liang era sicuro che Cao Cao, preso di sorpresa nel sonno, non avrebbe mosso l’esercito, e se ne restava tranquillo a bere allegramente, davanti a uno sgomento Lu Su, in attesa che la nebbia si diradasse, momento in cui sarebbe tornato alla base.

Come previsto, Cao Cao, che sospettava un tranello e preoccupato per il pericolo rappresentato dalla nebbia, non si lanciò in battaglia; però ordinò a 6000 arcieri e balestrieri e a più di 10000 arcieri di marina di correre sulle rive del fiume e di colpire il nemico mirando in mezzo al fiume. In un attimo, una pioggia di frecce si riversò sulle migliaia di bersagli di erba e sul rivestimento delle navi. Dopo un po’ di tempo, Zhuge Liang diede l’ordine di girare le navi, offrendo alle frecce l’altro lato, e di raddoppiare il clamore dei tamburi e delle voci.

Al sorgere del sole, quando la nebbia si diradò, i bersagli e le navi erano strapieni di frecce: Zhuge Liang diede l’ordine di tornare, ma non prima di inviare un sarcastico ringraziamento a Cao Cao. Quando questi si rese conto dell’inganno era ormai tardi per inseguire le navi, e rimase tremendamente adirato.

La missione era stata davvero compiuta in meno di tre giorni. Lu Su, che inizialmente era stato scettico, definì Zhuge Liang “un dio”; lui (poco modestamente) rispose che la sua abilità derivava dalla profonda conoscenza di astronomia, geografia, astuzia nel tendere tranelli, tecnica militare; sapeva con buon anticipo che ci sarebbe stata la nebbia, e sapeva come poterla sfruttare. Zhuge Liang sapeva bene che Zhou Yu non avrebbe mai potuto metterlo in difficoltà.

E così il povero Zhou Yu dovette accettare la superiorità del rivale.

Ecco adesso un’animazione flash sottotitolata che racconta questa storiella con un taglio “moderno”.

Se non riesci a vedere il filmato clicca qua

Credits video: qua, a sua volta tratto da qua.