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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Avanzi di ragazze – 剩女

Donne "avanzate" in Cina

剩 (shèng): carattere cinese che letteralmente significa residuo, rimanente, superfluo. Aggettivo che si accompagna generalmente a sostantivi quali cibi, vestiti, prodotti, indicandone che la quantità è in eccesso rispetto alla necessità. Di recente, il suddetto 剩 è comparso anche in abbinamento ai caratteri 女 donna e 男 uomo, e sempre più frequente è l’accostamento con il sostantivo femminile.

A cosa fa riferimento il termine 剩女? I dizionari più popolari sul web danno come definizione il termine inglese leftover woman, specificando che è in auge additare con questo appellativo le donne nubili con età intorno alla trentina, istruzione di livello universitario e buona posizione lavorativa.

Laureate, indipendenti e moderne: perché mai queste giovani dovrebbero essere considerate come componenti di “surplus negativo” e non invece di un “surplus positivo”? Il quesito, agli occhi di una persona occidentale, pare di controversa soluzione, mentre un individuo con educazione di stampo confuciano non fatica a spiegarsi questo strampalato e non proprio sensibile modo di riferirsi alle donne single mandarine.

Facciamo un passo indietro: tradizionalmente, la famiglia cinese è composta da un insieme piuttosto ampio di persone, al cui centro c’è la coppia marito-moglie, il figlio (dove consentito anche più di uno), i genitori paterni e non di rado i parenti stretti (zii, cugini, nipoti), che condividono la vita quotidiana sotto lo stesso tetto.

All’interno del focolare domestico anche i ruoli e i compiti di ciascuno sono ben delineati, ogni individuo è inserito in una mini-organizzazione gerarchica, una macchina rigida ed efficiente, il cui ingranaggio è rodato da secoli di consuetudini e prassi.

Così come ben esemplificato nel carattere cinese 家 jiā, l’idea di casa e per estensione di famiglia, è legato a due elementi essenziali: 宀 (mian, tetto), riparo entro il quale rifugiarsi, e 豕 (shi, maiale), cibo per nutrire il corpo.

好 (hao, bene/buono) parola tra le più diffuse e dalla molteplice spendibilità lessicale, sta ad indicare quanto ha un’accezione positiva, di natura buona, con un valore legato a quel che è bene sia dal punto di vista materiale che da quello emotivo. Non è di certo un caso che questo carattere sia formato da due parti: 女 (nv, donna) e子 (zi, bambino), che accostati danno origine alla più pura raffigurazione di armonia ed equilibrio.

Il linguaggio, sia nella sua forma orale che in quella scritta, è il principale veicolo di espressione del pensiero, di conseguenza nell’analisi dei termini e delle parole si ritrovano i punti cardine su cui si reggono consuetudini e costumi di una civiltà.

Appannaggio del gentil sesso sono quindi affidati la cura e l’educazione della prole, la pulizia della casa, la spesa, la cucina e la gestione domestica in toto. La caregiver anglosassone e la tipica matrona del sud Italia ritrovano un paragonabile alter ego nell’icona della brava e premurosa mamma-moglie che si confà alla tradizione cinese.

Il carattere 男 (nan, uomo) che descrive l’altra metà del cielo, è composto da 田 (tian, terra) e 力 (, forza), facendo dedurre che l’individuo maschio sia intrinsecamente legato alla forza fisica che si rende necessaria per lavorare la terra. I campi, in una società rurale, sono il fulcro dell’attività quotidiana per chi deve portare a casa, in senso neppure troppo figurato, l’agognata pagnotta. Nasce da questo accento sulla prestanza e sul vigore l’additare l’uomo come sesso forte, contrapponendolo a chi deve dedicarsi meno all’uso della forza e più all’impiego dell’ascolto e della disponibilità.

Breadwinner e capofamiglia mediterraneo sono incarnazioni di virilità e mascolinità, nell’immaginario comune rappresentano il pilastro che sostiene il nucleo familiare, principalmente nell’aspetto economico, e secondariamente nell’esercizio dell’autorità e del potere. All’uomo cinese, alla pari dei suoi corrispettivi occidentali, è richiesto: essere un punto di riferimento, guadagnare, far rispettare la dignità e il buon nome della sua famiglia.

Con un’eredità culturale di questo stampo, le giovani (e in taluni casi emancipate) ragazze cinesi, che studiano, lavorano e non si accontentano di fare le Cenerentole tutte pentole e scopettoni, faticano a incastrarsi nel puzzle della Cina di oggi, che per quanto si stia aprendo al mondo, non è ancora in grado di assimilare una nuova tipologia di donna, che si discosta non poco dalle protagoniste di miti e letteratura con profonde radici nei tempi antichi.

La stramberia della faccenda sta nel fatto che chi si impegna, investe il suo tempo (e le sue risorse finanziarie) per migliorare il proprio profilo personale e sociale, si trova nella maggior parte dei casi a essere emarginata, nonostante abbia molte più capacità e abilità rispetto alle sue antenate.

剩: questo termine, surplus, avanzo tratteggia chiaramente che quel qualcosa in più che hanno queste giovani (una laurea ad esempio), paradossalmente da trampolino di lancio per un futuro brillante diviene una palla al piede che ne impedisce lo sviluppo e la piena realizzazione. Sì, perché la realizzazione di una donna, in Cina, non è considerata l’avere un alto livello di istruzione o una posizione di responsabilità sul posto di lavoro, ma è il trovare un buon marito, diventare una signora rispettabile e una madre morigerata e virtuosa.

Pare bizzarro un mondo in cui la formazione e il miglioramento di sé sono un ostacolo al raggiungimento di quel che è da tutti concepito come auspicabile, ma l’interpretazione va contestualizzata all’interno di ciascuna tradizione, non perdendo mai di vista che ciò che si considera troppo può avere valenze molto diverse, anche solo spostandosi di pochi kilometri.

Come già decantavano gli antichi latini, il troppo stroppia, sottolineando che ogni eccesso crea deformità, guasti, e in generale problemi. Forse non si è ancora pronti a una figura femminile che emula in tanti aspetti ciò che viene accostato normalmente alla maschile. O forse si preferisce lasciar che la donna eserciti la sua influenza e la sua autorevolezza in modo velato e indisturbato proprio come il collo che con delicatezza e senza far rumore decide ogni singolo movimento e direzione della testa che sopra vi si appoggia.

Immagine: una “marcia in abito da sposa”, organizzata a Chongqing da dieci 剩女 per promuovere l’orgoglio nubile. Fonte, modificata.