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Traduzione e interpretariato cinese e italiano

Un albero sacro a Hefei

In Cina l’ecologia come la si intende in Occidente non ha finora avuto molto seguito: la ricerca di mediazione tra le esigenze di trasformazione e conservazione del mondo si rivolge spesso alla tradizione antica, portatrice di una sensibilità più autentica nei confronti della natura. Un articolo apparso su Hefei News racconta della complessa relazione tra un albero e un piccolo villaggio.

Hefei (Anhui) - inchiesta sul patrimonio forestale

(Immagine ed estratto dalla traduzione dell’articolo pubblicato su Hefei Wanbao)

L’albero più antico di Hefei è una Sophora Japonica, e si trova nel piccolo villaggio di Chewang, nella contea di Changfeng: il giornalista Yin Ru ha ricevuto una segnalazione da parte di un lettore del giornale, che lo informava della presenza di quest’albero, che nel suo piccolo villaggio è venerato come un nume tutelare.

La Sophora si trova ai lati di una strada di cemento, protetta da un recinto di ferro. Su un ramo è appesa una targa con scritto: “Antica Sophora di 1600 anni”. La persona che ha informato il giornalista, il signor Yang, ha spiegato che la data indicata sulla targa deriva da un’antica leggenda: sarebbe stato un monaco di un vicino tempio che avrebbe piantato l’albero 1600 anni fa. Tuttavia lo scorso settembre, una ricerca sull’età delle piante storiche della la città di Hefei stimava che l’albero di Chewang risalisse all’epoca del regno di Yongle (1402 – 1424), circa 610 anni fa.

L’albero è alto poco più di 5 metri, il diametro del tronco principale è di un metro, e per abbracciarlo insieme non bastano tre persone. A circa due metri di altezza il tronco si divide in sei rami principali, che in inverno sono quasi privi di foglie. La zona di biforcazione è stata coperta con una placca di ferro per proteggerlo dalle piogge, dal momento che il tronco è cavo e già marcio fino a terra.

Sono molte le leggende che parlano dell’albero, e una delle più famose è una storia d’amore. Al tempo dell’imperatore Daoguang, nei dintorni del comune di Yijing viveva un giovane chiamato Cao Yongfu: questi era risultato il primo negli esami imperiali a Pechino, ma a causa dell’età non aveva ricevuto l’ambito titolo di funzionario. Questo rifiuto gli causò uno scoramento tale che lo fece morire sulla via del ritorno al suo villaggio; nel frattempo la giovane Chen, a lui promessa sposa, saputo della storia del fidanzato, si era lasciata morire di fame. La vicenda aveva commosso gli abitanti del villaggio, che seppellirono insieme i due ragazzi ai piedi della Sophora, dove erano soliti incontrarsi. Quando l’imperatore fu informato dell’accaduto, pentito per il trattamento che aveva riservato al giovane, decretò che tutti gli ufficiali e funzionari che si fossero trovati a passare davanti all’albero dovessero celebrare una cerimonia di commemorazione.

Questa leggenda ha reso celebre l’albero, ma gli omaggi e le celebrazioni, che continuano da molti secoli, hanno rovinato il tronco, che è ormai circondato da cumuli di cenere di incenso votivo; inoltre le radici sono tutte annerite, e persino la ringhiera di protezione è corrosa e rovinata.

Come raccontano gli abitanti di Chewang, l’albero è venerato come una divinità che protegge il villaggio, e in occasione di eventi importanti come matrimoni, nascite, inaugurazioni di case, gli abitanti di tutta la contea vi si recano in pellegrinaggio davanti a bruciare incenso e a offrire doni. Molte persone fanno dei voti ed esprimono dei desideri: se il desiderio si avvera, un nastro rosso sarà appeso ai rami. Le persone che vanno ad esprimere desideri aumentano sempre di più, in particolare nel periodo della Festa di Primavera, così che c’è sempre incenso che brucia.

In considerazione della sua antichità, l’albero beneficia della protezione da parte delle autorità di Hefei.

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